Ancora pesanti perdite nell’agroalimentare per le limitazioni da Covid

A gennaio 5 miliardi di euro di perdita, secondo una stima Coldiretti, per bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi a causa delle limitazioni per Covid. “Con i ritardi nei vaccini – sostiene Coldiretti – si rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che lo scorso anno erano già scese al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro”.

Gli effetti della chiusura di bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi, secondo Coldiretti, si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Per Coldiretti le limitazioni alle attività di impresa, evidenzia devono prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione. Le difficoltà della ristorazione si trasferiscono infatti sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del PIL nazionale.

“Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi travolge a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del webinar organizzato nei giorni scorsi dall’Università LUM Giuseppe Degennaro per favorire un credito più a misura dell’impresa nell’emergenza Covid-19 -. La drastica riduzione dell’attività – pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Una situazione che – precisa Prandini – pesa sulla liquidità delle imprese e sul ricorso al credito che assume un ruolo strategico per accompagnare il sistema economico fuori dalla crisi. Condizioni piu’ vantaggiose e allungamento dei tempi di rimborso rappresentano una chiave per dare sostenibilità ai finanziamenti. Una necessità anche per evitare che le attività del Made in Italy agroalimentare diventino terra di conquista da parte di realtà di altri Paesi o di operatori pregiudicati che in questo momento cercano di speculare sulla situazione di criticità in cui si trovano le imprese per fare shopping a condizioni vantaggiose di un patrimonio importante del Paese”.

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