Terzo mandato per Gennaro Velardo alla presidenza di Italia Ortofrutta: l’intervista

Rappresenta oltre il 40% della produzione ortofrutticola organizzata nazionale, con una compagine associativa di oltre 140 organizzazioni di produttori distribuite sull’intera penisola dedite alla produzione e commercializzazione di tutte le eccellenze dell’ortofrutta Made in Italy per oltre 6.100.000 Ton di produzione e per un valore superiore ai 2 miliardi di euro. Un’attività di oltre 50 anni a favore delle OP aderenti per promuoverne la valorizzazione della produzione, la competitività, l’ottimale utilizzo di risorse e strumenti che la U.E. mette a disposizione del settore. E’ questa Italia Ortofrutta Unione Nazionale e noi abbiamo intervistato il suo presidente, Gennaro Velardo, in carica dal 2015 e appena riconfermato alla guida dell’organizzazione.

Presidente, innanzitutto complimenti per la sua rielezione. Lei è al terzo mandato ma forse l’ultima parte del secondo è stata la più complicata, vista la situazione pandemica.

Sicuramente alle criticità storiche del nostro settore si sono sommate le problematiche e le incertezze legate alla pandemia che ha colpito tutti i settori economici, proiettandoci su percorsi e temi che nessuno di noi, fino ad un anno e mezzo fa, avrebbe immaginato. Questa situazione ha messo in luce l’importanza di un settore primario, come quello dell’agroalimentare in genere e dell’ortofrutta nello specifico.

Nell’ultimo anno tutto è cambiato e pur se colpiti duramente dalla pandemia siamo andati avanti come uomini, come impresa e come settore. Abbiamo continuato a lavorare, adattandoci ai necessari cambiamenti, consapevoli del nostro ruolo all’interno del settore economico, ovvero di produttori di alimenti per il nutrimento ed il benessere dei concittadini consumatori.

È soddisfatto di come le istituzioni hanno gestito la crisi?

Abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto con le Istituzioni sia a livello centrale, ministeriale e comunitario, che periferico con le regioni, ma in momenti come questi le criticità, come dicevo prima si amplificano, la suddivisione delle competenze crea incertezze, la farraginosità delle procedure allunga i tempi di risposte, da anni chiediamo più certezze, riferimenti certi, uniformità di comportamenti e di regole su tutto il territorio nazionale, velocità decisionale. Spesso le risposte ci arrivano a “tempo scaduto” trattiamo prodotti deperibili che non “hanno tempo” quindi la rapidità è un’esigenza imprescindibile.

L’auspicio è che questo momento di emergenza sia di insegnamento e ci porti ad approntare un sistema amministrativo più lineare, più veloce, più performante e su alcuni temi con una regia più centralizzata.

Preso atto della debolezza governativa, come si è mossa l’Unione che rappresenta?

Dai risultati ottenuti nonostante le difficoltà, emerge come Italia Ortofrutta sia andata avanti, sia cresciuta interpretando nel migliore dei modi il ruolo di servizio e rappresentanza anche in situazioni complicate ed in assenza di interlocutori chiari.

Siamo cresciuti, il rapporto con i soci è saldo, franco, diretto, direi senza fronzoli ed ha mostrato anche nella pandemia come l’Unione sia stata un punto di riferimento e di indirizzo non solo per le problematiche specifiche di settore, ma anche per altre questioni.

Siamo stati attivi non solo per le misure di flessibilità, ristori della nota OCM, ma anche su altri aspetti come quelli di consolidamento delle solidità patrimoniali delle OP e dell’importanza della ripartenza con i contratti di filiera ed i rapporti con la logistica ed il mondo del commercio.

Non sempre ci siamo riusciti ma sicuramente gli ambiti di influenza della nostra Unione si sono ampliati sia a livello di interlocuzione politica, per cui abbiamo coinvolto tutti i gruppi parlamentari, ma anche su temi specifici che saranno sempre più centrali per il nostro futuro.

Italia Ortofrutta è stata chiamata a far parte del Tavolo Nazionale di Partenariato per la redazione del Piano Strategico nazionale (PSN), lo strumento che porterà alla definizione della futura Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027.

Cosa ha significato la vostra presenza su questo tavolo ?

Sicuramente il Piano Strategico Nazionale è importante per mettere a sistema alcune priorità del settore, come quella di continuare a promuovere la crescita delle OP privilegiando le forme organizzate che commercializzano il prodotto dei soci e stimolando le sinergie tra le OP e gli altri pezzi della filiera.

Le risorse a disposizione con i programmi operativi non sono più sufficienti. È necessario prevedere delle risorse aggiuntive finalizzate a tali obiettivi utilizzando anche l’impalcatura dei PSR, superare definitivamente il concetto di demarcazione, prevedere bandi dedicati alle Organizzazioni dei produttori e premialità di punteggio per i produttori associati alle OP al fine di stimolare ed incentivare l’aggregazione della produzione. La nostra presenza al tavolo di concertazione ha significato un impegno in tal senso.

Molto apprezzati sono gli incontri divulgativi periodici organizzati da Italia Ortofrutta. Vogliamo farne un cenno?

Proprio nei giorni scorsi c’è stata una iniziativa in tal senso con la presentazione dei risultati dell’attività di rilevazione dei costi di produzione del pomodoro da industria nella provincia di Foggia, con il supporto e la responsabilità scientifica affidati all’Università degli Studi della Tuscia. C’è stato un grande coinvolgimento delle Organizzazioni dei Produttori aderenti all’Unione e ha rappresentato una importante occasione per definire un chiaro quadro di relazioni economiche tra gli operatori coinvolti nella produzione e trasformazione del pomodoro da industria.

E’ una attività che rientra nell’ambito del più ampio Progetto “Filiera Legale”, cofinanziato dal PON Legalità 2014-2020, gestito da un capofila che è la Borsa Merci Telematica Italiana. Si pone anche l’obiettivo di tutelare il sistema produttivo agricolo e promuovere la legalità, mediante l’utilizzo di una piattaforma telematica di domanda ed offerta a servizio degli operatori coinvolti nella filiera affinché, partendo dai dati presentati, si possano mettere in campo azioni volte a contrastare il fenomeno del caporalato.

Possiamo ritenerci molto soddisfatti dei risultati ottenuti. Ci siamo impegnati in prima persona nel progetto con il chiaro intento di individuare e mettere in campo le azioni più idonee per contrastare il fenomeno del caporalato, creando i presupposti affinché tutta la filiera, dalla produzione al consumatore, sia consapevole e responsabile del proprio ruolo: etica, trasparenza promozione e reddito devono essere i capisaldi del nostro impegno.

Se dovesse usare un aggettivo per caratterizzare l’azione della sua presidenza quale sceglierebbe?

Direi ‘concretezza’ ma lo applicherei non tanto alla mia presidenza quanto all’agire dell’Unione che rappresento. Il nostro lavoro non si è solo limitato a proporre e ad annunciare, alla richiesta spesso è seguita una proposta formale caratterizzando la nostra Unione come un interlocutore tecnico certamente affidabile per costruire percorsi di interventi fattibili.

Il “non ci compete” non ci appartiene, tuttavia il non lasciare nulla per scontato, il gusto della sfida e di affrontare argomenti nuovi, uniti alle capacità di intervenire come “sistema di rappresentanza” e non come semplice ufficio tecnico ci ha sempre contraddistinto ed è la nostra forza.

Ed ora mi consenta di ringraziare l’intero Consiglio di Amministrazione per la fiducia che mi hanno voluto concedere per la terza volta, tutti i soci che hanno voluto, nel solco della continuità, ridarci fiducia rinnovando l’intero Consiglio, i Vicepresidenti Fabbri e Badursi ed il Presidente Onorario Petrocchi. nonché i dipendenti tutti ed il Direttore Falconi che con il loro impegno e la loro professionalità sono costantemente operativi in supporto delle Organizzazioni di Produttori aderenti.

Mi piace concludere con il nostro motto: Italia Ortofrutta l’Unione che fa la forza.

Le interviste di Italian Food News
A cura di Donato Ciociola @ Riproduzione riservata

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