Cala il consumo di ortofrutta ma cresce la vendita del confezionato

Si registra un calo dei consumi di ortofrutta del 2% nel mese di febbraio rispetto allo stesso mese del 2020. Sono 445 mila le tonnellate acquistate secondo l’Osservatorio di Mercato di CSO Italy, che ha elaborato le rilevazioni GFK. Nel primo bimestre dell’anno gli acquisti al dettaglio delle famiglie italiane crescono nel complesso dell’1% sul 2020”, sottolinea il direttore di CSO Italy Elisa Macchi. Al calo del mese di febbraio, corrisponde un -1% della spesa totale, in virtù di un prezzo medio solo lievemente in rialzo.

 In particolare per la frutta si osserva un -5% nei volumi, scesi a 225 mila tonnellate, con un lieve incremento (+1%) del prezzo medio di acquisto. Riguardo agli ortaggi, il comportamento d’acquisto degli italiani restituisce un mese caratterizzato da una timida ripresa (+1%), con un totale di 221 mila tonnellate vendute, a fronte, anche in questo caso, di un +1% sul prezzo medio.

Nella Top10 delle specie frutticole più acquistate, le arance sono al primo posto, nonostante la contrazione dell’11%, con 71 mila tonnellate vendute, seguite dalle mele con 44 mila tonnellate e un calo del 9%. Chiudono il podio le banane in flessione del 5% per un totale mensile di 30 mila tonnellate. Andamento positivo per le clementine, che con un balzo del 20% passano da 17 a 20 mila tonnellate, e per le pere, schizzate del 30% a oltre 11 mila tonnellate. Segni negativi per limoni (-4%), kiwi (-2%), mandarini (-9%), mentre cresce del 7% la domanda di ananas. Chiudono la classifica le fragole con un – -33% su febbraio 2020.

Per la frutta secca si segnala la contrazione del 5% per le noci e del 7% per le arachidi, a fronte di un generale aumento per tutte le altre specie (mandorle, nocciole, pistacchi, castagne e marroni).

Venendo all’analisi sugli ortaggi, è confermata la leadership delle patate e la loro costante crescita: a febbraio con quasi 43 mila tonnellate i volumi acquistati sono aumentati del 3% anno su anno. Al secondo posto ci sono i pomodori, stabili a 18 mila tonnellate, mentre i finocchi con 16 mila tonnellate sono in flessione del 4%. Subito sotto il podio le carote, che segnano un differenziale positivo del 12% sullo stesso mese dell’anno precedente, seguono le insalate (-4%), le cipolle (+8%), le zucchine (+3%), i carciofi (-2%), i cavolfiori (-8%) e i broccoli (-20%). Fuori classifica emerge il buon andamento delle zucche (+21%) e delle bietole (+14%).

Bene la performance della IV Gamma di insalate, che continua la sua faticosa ripartenza con un +3%, per un totale di 6.500 tonnellate acquistate. Stesso discorso per l’ortofrutta biologica: dopo gennaio, anche febbraio mostra un impulso positivo con oltre 28 mila tonnellate (+2%), nonostante prezzi medi più elevati del 4% (1,89 euro al chilo).

Infine, con una crescita del 5%, salgono a 141 mila tonnellate le quantità di prodotto confezionato venduto a fronte di prezzi proposti alla vendita in linea con quelli dell’anno precedente (2,32 euro al chilo). In termini percentuali si tratta del 32% degli acquisti in volume di ortofrutta registrati nell’intero mese, che equivale al 39% della spesa delle famiglie per il periodo in questione. 

Passando all’analisi dei canali di acquisto, emerge il continuo calo degli ipermercati che nel raffronto con febbraio 2020 perdono il 5%, per un totale di 45 mila tonnellate. La principale fonte di approvvigionamento di frutta e verdura, i supermercati, salgono a 183 mila tonnellate (+4%) mentre i discount aumentano del 5% attestandosi a 9.700 tonnellate. Sembra invece concluso il “periodo d’oro” delle superette che crollano del 34% con un tonfo al di sotto delle 10 mila tonnellate. 

Nei canali tradizionali la curva è al ribasso, trascinata ancora una volta dai risultati ottenuti dai mercati rionali/ambulanti, scesi a 54 mila tonnellate (-26%). I fruttivendoli mantengono il segno positivo con un +1% anno su anno, sebbene lo slancio sia moderato nel raffronto con il mese precedente; in valori assoluti si tratta di poco meno di 60 mila tonnellate.

Interessante infine l’analisi dei profili dei responsabili acquisto: “Si evidenzia un forte calo per negli under 34 anni (-12%) e negli over 65 (-6%)”, precisa Daria Lodi di CSO Italy, che aggiunge: “La domanda da parte delle famiglie con 4 componenti registra un aumento del 5% in termini di volume, mentre nelle famiglie con presenza di bambini/e e/o ragazzi/e i quantitativi di frutta e verdura acquistati segnano una contrazione del 6%”.

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