Slow Food presenta Osterie d’Italia 2027: 1952 locali nell’edizione che diventa strumento educativo

Osterie d’Italia 2027 si presenta al pubblico come un vero e proprio sussidiario del mangiarbere all’italiana, inteso come strumento educativo per conoscere la geografia, la storia e l’agricoltura del Paese attraverso la ristorazione autentica. La trentasettesima edizione della guida firmata Slow Food Editore è stata presentata presso la Sala Fucine delle OGR di Torino da Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore, e dal panificatore Fulvio Marino, raccogliendo 1.952 recensioni di locali selezionati per la cucina territoriale, l’uso di materie prime locali e l’accessibilità dei prezzi.

Dei 1.952 locali recensiti nella nuova edizione, ben 335 hanno ottenuto la Chiocciola, il massimo riconoscimento assegnato alle insegne in sintonia con i valori di Slow Food. A livello di presenze territoriali, il Piemonte ha guidato la classifica con 169 osterie, seguito da Toscana (158) e Campania (155). La graduatoria delle Chiocciole ha visto invece al vertice la Campania con 34 locali premiati, davanti al Piemonte con 31 e a un terzetto a pari merito composto da Emilia-Romagna, Toscana e Puglia con 26 insegne ciascuna.

L’edizione 2027 ha introdotto come sezioni regionali ben 175 Locali Quotidiani (gastronomie, pastifici ed enoteche con cucina) e ha visto il ritorno dell’indice storico “Ho voglia di… Lo trovo a…”, pensato nel 1990 da Folco Portinari per rintracciare i piatti iconici della tradizione.

La presentazione si è aperta nel ricordo di Carlo Petrini, fondatore del movimento insieme ai primi sodali trentasei anni fa, rievocato attraverso le parole del ristoratore Piero Alciati e del benvenuto dell’Assessore ai Grandi Eventi e al Turismo della Città di Torino, Domenico Carretta.

«Nelle osterie si vive, si lavora, si mangia e si beve, si riattivano i sensi e si sta bene insieme senza filtri – ha dichiarato Carlo Bogliotti, responsabile editoriale della guida –. Con Osterie d’Italia si imparano l’agricoltura, la sociologia e la diversità del nostro Paese». La direttrice editoriale Chiara Cauda ha ribadito come «i veri autori siano gli osti e le ostesse, custodi del patrimonio e dei territori che abitano». In chiusura, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha ricordato come «le osterie siano luoghi centrali per la cultura, la politica e la giustizia sociale nel settore del cibo».

Durante la cerimonia alle OGR di Torino sono stati conferiti i dieci premi speciali del settore:

  • Premio Novità dell’anno: Martina Russi della trattoria Radici a Vico del Gargano (FG), Puglia (consegnato da Reale Mutua).
  • Premio Giovane dell’anno “Vittorio Fusari” Franciacorta: Carolina Vio dell’Ortosteria da Renè a Bastia di Albenga (SV), Liguria (consegnato dal Consorzio Franciacorta).
  • Premio Ostinati: Pino Trimboli de La Collinetta a Martone (RC), Calabria, per l’impegno antimafia e l’inclusione sociale (consegnato dal Consorzio RICREA).
  • Premio Interpretazione della cucina regionale: Terra di EA a Tortoreto (TE), Abruzzo (consegnato da FIPE).
  • Premio Dispensa in osteria: Roberta Polloni dell’osteria Casa e Ciliegie a Loro Ciuffenna (AR), Toscana (consegnato da Costadoro).
  • Premio Piatto dell’anno: Tris di paste ripiene dell’Hostaria Viola a Castiglione delle Stiviere (MN), Lombardia (consegnato da Biorepack).
  • Premio Vino in osteria: Thomas Del Castello dell’osteria Alla Ruota a Negrar di Valpolicella (VR), Veneto (consegnato da Mulino Marino).
  • Premio Birra in osteria: Pub Pork’n’Roll a Roma, Lazio (consegnato da QBA).
  • Premio Bere bene: Taverna Nonna Vera a Latronico (PZ), Basilicata (consegnato da Acqua S.Bernardo).
  • Premio Oste dell’anno: Maria Dadomo Campanini dell’Osteria Campanini a Busseto (PR), Emilia-Romagna, per i 90 anni e la dedizione alla cucina di territorio (consegnato da Pastificio Di Martino).
  • Menzione speciale FIPE: Trattoria da Amerigo 1934 a Savigno (BO), Emilia-Romagna, insegna storica Chiocciola e Stella Michelin.

La guida cartacea è stata resa disponibile in libreria dal 21 ottobre, mentre l’applicazione digitale Osterie d’Italia sarà aggiornata il 3 novembre.

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