Permettere alle famiglie di incontrare i cuochi che preparano ogni giorno i pasti per i loro figli e scoprire, attraverso percorsi sensoriali ed esperienziali, il valore autentico del cibo e della biodiversità. Con questa missione sono nati i Canteen Days, l’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino insieme a Slow Food Italia. L’iniziativa ha aperto le porte dei refettori in quattro istituti scolastici torinesi, trasformando il momento della mensa in una palestra di educazione alimentare in cui grandi e piccoli sono invitati a esplorare sapori, profumi di erbe aromatiche e prodotti di stagione con il supporto di gastronomi e nutrizionisti.
Il percorso ha preso il via con il primo appuntamento del 10 ottobre, che ha visto la partecipazione di oltre 50 famiglie presso l’Istituto Comprensivo Manzoni insieme all’azienda di ristorazione Ladisa. L’iniziativa è poi proseguita sabato 24 ottobre presso l’Istituto Comprensivo Duca d’Aosta con l’azienda Vivenda. I prossimi appuntamenti in calendario vedranno coinvolti l’Istituto Comprensivo Ezio Bosso con Euroristorazione e l’Istituto Comprensivo Sandro Pertini in collaborazione con la società Camst.
«Abbiamo deciso di aprire le porte dei refettori alle famiglie perché riteniamo indispensabile renderle protagoniste e offrire loro l’opportunità di conoscere da vicino il servizio di ristorazione scolastica – ha affermato Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –. Si tratta di un sistema imponente che coinvolge ogni giorno oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori e garantisce la distribuzione di circa 6 milioni di pasti all’anno nelle scuole torinesi. Con i Canteen Days vogliamo riportare al centro il momento del pasto come esperienza educativa, di crescita e di condivisione. In questo percorso la collaborazione con Slow Food Italia è stata fondamentale per rafforzare la consapevolezza del valore del cibo, della qualità delle materie prime e dell’importanza di un’alimentazione sana e sostenibile».
«Almeno un pasto giornaliero, per milioni di bambine e bambini, si realizza a scuola. Grazie al sodalizio con il Comune di Torino, l’iniziativa dei Canteen Days vuole evidenziare la centralità dell’alimentazione all’interno degli istituti scolastici – ha sottolineato Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia –. La mensa è a tutti gli effetti uno degli strumenti educativi più potenti per incidere sulle abitudini alimentari degli alunni e delle loro famiglie. Può tutelare la salute dei più giovani, educarli su una corretta dieta, trasmettere i veri valori del cibo e orientare la costituzione di una società sempre più responsabile nel momento della spesa».
Il tema della ristorazione collettiva in Italia – comparto che tra scuole, carceri, aziende e ospedali muove circa 4,5 miliardi di euro all’anno – è diventato centrale per le tematiche legate a stagionalità, lotta allo spreco alimentare e riduzione dell’impatto ambientale. In ambito scolastico nazionale, dove si stima che circa il 30% dei 400 milioni di pasti serviti annualmente finisca sprecato, l’iniziativa torinese si è posta come modello virtuoso per valorizzare gli ingredienti locali e biologici.
Ogni tappa dei Canteen Days è stata strutturata come un viaggio ludico e didattico fatto di giochi, assaggi e percorsi sensoriali curati da gastronomi e nutrizionisti di Slow Food, concluso con la degustazione dei piatti del menu scolastico. Tutte le famiglie partecipanti hanno ricevuto un kit di educazione alimentare contenente poster illustrativi sulla stagionalità dell’ortofrutta, la guida al consumo critico “Che cosa mangiamo? Scelte che pesano!”, ricette per la cucina domestica e una bustina di semi di erbe aromatiche, fruibile anche in formato digitale tramite QR code.







