Scendono del 20% le zucchine di campo mentre l’ortofrutta fa i conti con i rincari dei carburanti

Il comparto agroalimentare e ittico sta affrontando una fase complessa, fortemente condizionata dai rincari dei carburanti che pesano sulla filiera. Nonostante le difficoltà, il tradizionale cambio di stagione continua a portare sui mercati all’ingrosso le prime produzioni autunnali, offrendo ai consumatori interessanti opportunità di risparmio. A fare il punto sulle migliori occasioni d’acquisto della settimana è la nuova edizione de “La Borsa della Spesa”, il report curato da BMTI e Italmercati con il supporto di Consumerismo No profit.

Nel settore ortofrutticolo la situazione ha evidenziato forti disparità. Se da un lato i pomodori hanno registrato rincari record a causa del caldo estivo che ha danneggiato le coltivazioni (con i Datterini sopra i 7,00 euro/kg e Piccadilly e Ciliegini oltre i 5,00 euro/kg), dall’altro le zucchine di campo si sono confermate il vero prodotto “salva-spesa” della settimana: i prezzi hanno segnato un calo del 20% rispetto allo scorso anno, oscillando tra 1,00 e 1,20 euro/kg. È entrata nel vivo anche la stagione delle zucche, con quotazioni particolarmente accessibili — a partire da 0,50-0,60 euro/kg per la lunga Napoletana e la Moscata di Provenza —, mentre il progressivo ripristino delle produzioni al Sud ha iniziato a calmierare i prezzi delle verdure a foglia, con la lattuga scesa verso i 2,00-2,50 euro/kg (fino a 1,50 euro/kg nelle zone d’origine).

Sul fronte della frutta, l’offerta ha proposto i primi agrumi nazionali come il Miyakawa (tra 1,10 e 1,60 euro/kg) e l’avvio della raccolta delle castagne e dei marroni (tra 3,50 e 4,50 euro/kg). L’uva da tavola ha registrato una temporanea frenata nei consumi a causa del clima più fresco, portando a una discesa dei prezzi (tra 1,30 e 2,00 euro/kg a seconda delle varietà), mentre hanno fatto il loro esordio i melograni (2,00-2,50 euro/kg) e le susine Angeleno (1,40-1,70 euro/kg).

Nel comparto ittico, caratterizzato dal fermo biologico nel Tirreno, l’abbondante pesca dell’Adriatico ha permesso di trovare ottime occasioni, come le mazzancolle (scese a una media di 15,00 euro/kg e partite da 8,00-9,00 euro/kg), la triglia di fango tra 2,00 e 4,00 euro/kg e le alacce a 2,50 euro/kg. Infine, per quanto riguarda le carni, si sono registrati nuovi cali per il quarto posteriore di vitellone (9,94-10,34 euro/kg), mentre la frenata della domanda ha stabilizzato i prezzi del petto di pollo (8,40-8,80 euro/kg) e della fesa di tacchino (9,40-9,80 euro/kg).

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