FederBio lancia l’allarme sulla nuova PAC che rischia di frenare la crescita dell’agricoltura bio

Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio

Mettere a rischio la continuità degli aiuti e compromettere gli obiettivi di sostenibilità, resilienza e competitività dell’intero sistema agroalimentare europeo. È la forte preoccupazione espressa da FederBio – in linea con la posizione di IFOAM Organics Europe – a seguito della decisione del Consiglio dell’Unione europea di modificare la proposta della Commissione Ue, rendendo facoltativo per i singoli Stati membri il sostegno alla conversione e al mantenimento dell’agricoltura biologica nell’ambito della futura Politica Agricola Comune (PAC) post 2027

Demandare ai singoli Stati membri l’attivazione e il finanziamento degli interventi a favore del biologico potrebbe minare la prevedibilità dei fondi, essenziali sia per le aziende che hanno già investito nella transizione ecologica sia per quelle intenzionate a convertirsi. Questa misura rischia inoltre di accentuare le disparità tra i Paesi Ue, creando condizioni di concorrenza disomogenee nel mercato unico. FederBio ha giudicato particolarmente grave anche la cancellazione della condizionalità sociale, una scelta che consentirebbe l’accesso ai fondi della PAC anche a chi non rispetta le norme minime in materia di lavoro, salute e sicurezza, indebolendo la tutela degli operatori e la lotta al caporalato.

L’appello dell’Italia e la richiesta al Parlamento europeo

«L’Italia è leader in Europa nell’agricoltura biologica – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio –. Il nostro Paese si è posto un obiettivo particolarmente ambizioso: raggiungere il 25% della superficie agricola coltivata a biologico entro il 2027, con tre anni di anticipo rispetto al traguardo fissato dalle strategie europee. Alla luce di questo impegno, non possiamo permetterci di restare in silenzio di fronte a una decisione che rischia di segnare un pericoloso arretramento per il settore».

Mentre l’Italia ha giustamente difeso la condizionalità sociale in seno al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue, secondo FederBio il Paese dovrebbe porsi in prima linea per garantire il mantenimento strutturale del sostegno al bio nella futura PAC, puntando con decisione sull’agroecologia per affrontare le crisi climatiche. Ora l’attenzione si sposta sul Parlamento europeo, affinché la linea venga riconsiderata destinando almeno il 30% del bilancio della PAC ad azioni agroambientali e climatiche.

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