Prezzi alimentari, l’allarme dei mercati: aumenti su ortaggi e pesce, ma non mancano le occasioni

 Arriva la primavera e La Borsa della Spesa, il servizio settimanale di BMTI e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit, riflette i cambiamenti climatici e stagionali. Tra rincari logistici in vista e un settore ittico che prova a reagire al maltempo dei mesi scorsi, ecco i consigli per gli acquisti consapevoli della settimana.

Nel comparto ortofrutticolo, la situazione nei mercati all’ingrosso è influenzata dall’andamento climatico sfavorevole di gennaio e febbraio che ha ridotto le rese siciliane portando alcuni prodotti in rialzo, tra cui le melanzane, a 3,00 euro/kg, i pomodori datterini, a 5,00 euro/kg e il ciliegino, a 3 euro/Kg. Inoltre, a pesare sul futuro immediato, è anche l’ombra del “caro petrolio”, con le aziende di logistica che annunciano rincari imminenti sui prossimi scarichi. Tuttavia, al momento, non mancano le opportunità stagionali. Tra queste, ancora consigliate le arance bionde i cui prezzi all’ingrosso si mantengono su livelli regolari e in linea con la media del periodo, senza fluttuazioni rilevanti. La varietà Navelina sta terminando il suo ciclo con prezzi all’ingrosso che oscillano tra 1,00 e 1,20 euro/Kg. Parallelamente, è iniziata la produzione tardiva delle arance Lane Late, di ottima qualità e con un prezzo all’ingrosso va da 1,00 fino a 1,30 euro/Kg, a seconda della pezzatura. Anche i mandarini siciliani si avviano alla conclusione della campagna, con quotazioni all’ingrosso che variano da 1,30 a 1,60 euro/Kg, anche in base alla qualità del frutto. Ottimo momento per le fragole, nello specifico, il prodotto della Basilicata si attesta sui 5,50 euro/kg, mentre per la varietà campana, abbondante, si rilevano prezzi all’ingrosso tra i 4,50 e i 5,00 euro/kg, con una qualità generale molto migliorata grazie all’aumento delle temperature e la presenza del sole, nei giorni scorsi, nelle zone di produzione. Continua la buona produzione dei limoni Primofiore che abbondano nei mercati mantenendo un prezzo medio di 1,40 euro/kg. Si avvicinano anticipatamente alla fine della loro campagna, invece, le arance rosse. Per quelle di piccola dimensione, il prezzo all’ingrosso medio si attesta su 1,40 euro/kg per arrivare intorno ai 2,00 euro/kg per le pezzature maggiori.

Tra le verdure le fave, nel pieno della loro stagione, sono ora disponibili in grandi quantità con prezzi in calo dell’11,4% rispetto alla scorsa settimana intorno a 1,50 euro/kg. Anche il mercato degli agretti vede quotazioni in discesa, specialmente nel Lazio, maggiore zona di produzione, dove si trovano a 2,50 euro/Kg. I radicchi veneti mostrano una buona stabilità e una domanda in crescita, con prezzi all’ingrosso tra 1,20, per il tondo rosso e 2,00 euro/Kg, per il lungo precoce, rappresentando un’ottima scelta rispetto ad altri ortaggi a foglia danneggiati dal freddo. Per chi cerca il massimo risparmio, i cavoli cappucci italiani sono stabili a 0,80 euro/Kg. Infine, il carciofo romanesco laziale si conferma un’ottima scelta grazie a una qualità eccellente e prezzi in ribasso dell’8,7% rispetto a sette giorni fa, che variano dagli 0,80 a 1,20 euro/Kg per i capolini migliori.

Nel settore ittico si registra una tendenza di prezzi all’ingrosso particolarmente alta, causata da una situazione che ha visto il comparto pesantemente danneggiato dalle mareggiate dei mesi scorsi. L’attività di pesca risulta tuttora limitata dalle condizioni meteo, inoltre, le normative vigenti stabiliscono che solo le piccole imbarcazioni artigianali possano operare sotto le sei miglia, lasciando le paranze impossibilitate a pescare al largo e riducendo drasticamente la disponibilità di prodotto. Questo permette di pescare le specie che, con la primavera, si avvicinano alle coste.

Questa carenza mantiene alti i prezzi di specie popolari come le alici di pezzatura medio-grande, che hanno raggiunto anche i 10,00 euro/Kg. Tuttavia, il mercato offre valide alternative nel cosiddetto pesce povero, come i tonnetti alletterati, all’ingrosso a circa 5,00 euro/Kg. Molto convenienti risultano le busbane del Tirreno, pesci dalle carni bianche molto tenere e dal sapore delicato, all’ingrosso, tra i 2,00 e i 3,00 euro/Kg a seconda della dimensione e il cefalo dorato o lotregano, pescato in abbondanza e venduto all’ingrosso a soli 2,00 euro/Kg. Per quanto riguarda i molluschi, le piogge di inizio anno hanno favorito l’ossigenazione e l’apporto di nutrienti, permettendo a cozze e vongole di ingrassarsi precocemente. Sono quindi molto consigliate le vongole lupino, in leggero calo, con prezzi che oscillano dai 4,00 euro/Kg per le piccole fino agli 8,50 euro/Kg per le più grandi mentre le cozze italiane, specialmente quelle di Taranto, stanno spingendo fuori il prodotto spagnolo con quotazioni che scendono sotto i 4,00 euro/Kg. Ottimi prezzi all’ingrosso anche per il pesce San Pietro, l’abbondante importazione dall’Atlantico permette di mitigare i costi del prodotto nazionale sui 25,00-28,00 euro/Kg.

Nel comparto delle carni, i listini all’ingrosso della fesa di tacchino mantengono una linea di stabilità rispetto ai periodi precedenti, con quotazioni comprese tra 9,30 e 9,70 euro/kg, grazie a un bilanciamento ottimale tra i volumi richiesti e la disponibilità di prodotto. Invece, si conferma per la sesta settimana consecutiva un calo nel prezzo all’ingrosso del quarto posteriore di vitellone a causa di una contrazione della domanda, con valori che oscillano attualmente tra 7,81 e 7,91 euro/kg.

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