Le perplessità sulla carne coltivata e sui cibi sintetici trovano nuovo supporto nelle evidenze scientifiche. Un’indagine dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha messo in luce le rilevanti criticità tecnologiche, economiche e nutrizionali che ancora accompagnano la produzione su scala industriale degli alimenti ottenuti in laboratorio. I risultati dello studio rafforzano la posizione di Coldiretti, che torna a sollecitare verifiche rigorose e indipendenti a tutela dei consumatori, della salute pubblica e della sostenibilità della filiera agroalimentare.
Lo studio realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Campus di Piacenza, al quale hanno contribuito oltre dieci scienziati, mette nuovamente in evidenza criticità e interrogativi ancora aperti sulla sicurezza, sulle caratteristiche nutrizionali e sulla reale sostenibilità ambientale di queste produzioni, decine e decine di volte più dannose per l’ambiente.
Crollano gli investimenti e alcune aziende puntano sul pet food
A sgretolarsi è anche la narrazione economica costruita intorno ai cibi prodotti in laboratorio. Quella che Coldiretti aveva denunciato come una grande operazione speculativa per portare il cibo nelle mani di pochi oligarchi senza scrupoli nemmeno per la salute dei cittadini, mostra oggi tutti i suoi limiti.
I costi elevati e le difficoltà di rendere sostenibile la produzione su scala industriale hanno mandato in fumo miliardi di investimenti, portando alla chiusura di molte start up e spingendo parte del settore a cercare nuovi sbocchi nel pet food, gli alimenti per gli animali domestici.
La battaglia di Coldiretti contro i cibi prodotti in laboratorio
Coldiretti aveva denunciato fin dall’inizio il rischio che dietro la promessa di un’alimentazione più conveniente e sostenibile si nascondessero soprattutto gli interessi finanziari di pochi grandi gruppi, con l’obiettivo di mettere in discussione il futuro della zootecnia e delle filiere agroalimentari tradizionali.
È una battaglia sulla quale Coldiretti ha mobilitato milioni di cittadini, raccogliendo oltre due milioni di firme e contribuendo al percorso che ha portato nel 2023 all’approvazione della legge italiana contro i cibi prodotti da colture cellulari, prima nazione al mondo.
Un impegno proseguito in Europa con la grande manifestazione del 19 marzo 2025 davanti alla sede dell’Efsa a Parma, dove 30mila agricoltori hanno chiesto trasparenza, controlli rigorosi e studi clinici e preclinici prima di qualsiasi autorizzazione.
Carne coltivata e fermentazione di precisione, le questioni aperte
La ricerca dell’Università Cattolica rafforza le ragioni di questa mobilitazione. Dalla carne prodotta in laboratorio a latte e proteine da fermentazione di precisione, restano aperte questioni che richiedono valutazioni scientifiche indipendenti, senza subordinare la tutela della salute agli interessi economici delle multinazionali.
La battaglia contro gli alimenti ultraformulati
Accanto alla battaglia contro i cibi prodotti in laboratorio, Coldiretti porta avanti con la stessa determinazione quella contro gli alimenti ultraformulati, sempre più presenti sulle tavole e nelle mense, che numerose ricerche scientifiche associano a rischi gravi per la salute soprattutto in età giovanile.
Un impegno concretizzato con Campagna Amica per la Salute, con la grande alleanza tra medici, agricoltori e cittadini che ha portato per la prima volta i mercati contadini dentro gli ospedali per promuovere una sana alimentazione, a partire proprio dalle scuole e dagli ospedali.
Salute dei cittadini e futuro dell’alimentazione
Per Coldiretti difendere la salute dei cittadini significa difendere il reddito degli agricoltori, la biodiversità, la Dieta Mediterranea e un modello alimentare fondato sul cibo naturale, sulla qualità e sulla trasparenza.
Una battaglia che continuerà in Italia e in Europa, perché il futuro dell’alimentazione non può essere deciso dagli interessi finanziari di multinazionali senza scrupoli.Fonte: Coldiretti.it








