Dodici miliardi e mezzo di uova prodotte ogni anno in Italia, per un ritmo che supera i 34 milioni al giorno e genera un valore economico complessivo di circa 3,73 miliardi di euro. Sono i dati che evidenziano il peso strategico del settore avicolo all’interno del comparto agroalimentare nazionale. A fare il punto sulle trasformazioni e sulle prospettive industriali del settore è stato il confronto promosso da Gruppo Eurovo in collaborazione con ASSOAVI e MSD Animal Health Srl, portando attorno allo stesso tavolo istituzioni, allevatori, mondo della ricerca e grande distribuzione.
Nel corso dell’iniziativa, il Gruppo Eurovo ha assunto un ruolo attivo nel confronto, portando all’attenzione dei partecipanti una visione industriale che ha guardato all’intera filiera e alla necessità di valorizzarne il contributo. Attraverso gli interventi dei propri esperti, il Gruppo ha illustrato le attività che ne caratterizzano ogni fase: dalla preparazione dei mangimi alla gestione e alla cura degli allevamenti, dal controllo della qualità al benessere animale, fino alla selezione e al confezionamento delle uova, alla sgusciatura e alla pastorizzazione. Un’esperienza che si è inserita nel dibattito sulle sfide del settore, sempre più interconnesse e tali da richiedere una collaborazione strutturata tra operatori economici e istituzioni, alla presenza anche del Sottosegretario di Stato al Masaf, Patrizio Giacomo La Pietra.
I lavori hanno approfondito innanzitutto l’evoluzione dei modelli produttivi, con particolare attenzione al benessere animale, alla biosicurezza, alla nutrizione di precisione e alle applicazioni delle biotecnologie. Temi che hanno testimoniato come, dietro un prodotto apparentemente semplice, si sviluppi un sistema produttivo ad alta intensità di competenze e tecnologia, nel quale prevenzione, controllo e innovazione sono risultati elementi essenziali per garantire qualità e sicurezza. Gli approfondimenti hanno riguardato anche gli impieghi meno conosciuti dell’uovo e le prospettive di valorizzazione dei suoi componenti nutrizionali.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle condizioni necessarie per assicurare un futuro sostenibile alla categoria. Nel confronto con i rappresentanti istituzionali sono emerse questioni centrali per il comparto: la tutela della redditività degli allevatori, il sostegno agli investimenti tecnologici, l’aggiornamento del quadro normativo sulle attività agricole connesse e la reciprocità delle regole rispetto alle importazioni dai Paesi terzi. Tra le trasformazioni più significative, si è evidenziato il progressivo sviluppo delle tecnologie di sessaggio in ovo, che possono contribuire al miglioramento del benessere animale, pur richiedendo investimenti e condizioni economiche adeguate per essere estese lungo la filiera.
Il confronto si è quindi spostato sul rapporto tra prodotto, consumatori e mercato. Il contributo dello chef Davide Oldani ha riportato al centro il valore nutrizionale, culturale e gastronomico dell’uovo, mentre i dati ISMEA sul mercato, insieme alle prospettive della Grande Distribuzione e del Fuori Casa, hanno offerto uno spaccato sull’evoluzione di produzione, prezzi, consumi e nuove esigenze delle famiglie e degli operatori professionali. Un quadro che ha confermato quanto la capacità di creare valore dipenda anche dal dialogo tra tutti gli anelli della catena.
A sottolineare il ruolo delle aziende è intervenuta Silvia Lionello, Direttrice Organizzazione e Servizi Generali di Gruppo Eurovo, ricordando come il valore dell’uovo non possa essere separato dal lavoro delle persone e rimarcando la necessità di una visione condivisa che distribuisca il valore lungo tutta la catena per affrontare sfide come biosicurezza e sostenibilità. Un impegno confermato dai risultati del Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo, che ha riportato ricavi pari a 1,538 miliardi di euro, oltre 10 milioni di analisi di sicurezza effettuate e un incremento del 18% nell’acquisto di pulcini provenienti da sessaggio in ovo rispetto al 2024.





