Costieragrumi De Riso a Fruit Attraction 2026: il Limone Costa d’Amalfi IGP tra identità territoriale e nuove opportunità

Dalla tradizione agricola della Costiera Amalfitana alla valorizzazione sui mercati internazionali: Carlo De Riso, presidente dell’OP, racconta il ruolo del limone come simbolo del territorio e le prospettive di un’ortofrutta sempre più legata al turismo e alla cultura gastronomica

Il legame tra prodotto e territorio è una delle chiavi per valorizzare l’ortofrutta italiana sui mercati internazionali. Ne è un esempio il Limone Costa d’Amalfi IGP, espressione di una tradizione agricola secolare e diventato, nel tempo, uno dei simboli più riconoscibili della Costiera Amalfitana. A raccontare questa evoluzione è Costieragrumi De Riso, Organizzazione di Produttori con sede a Minori, che dal 6 all’8 ottobre 2026 ha preso parte a Fruit Attraction, a Madrid, all’interno dell’Italian Fruit Village, il format ideato dal Consorzio Edamus, dedicato all’internazionalizzazione del settore agroalimentare italiano.

La manifestazione internazionale ha rappresentato un’occasione per raccontare il valore di una produzione che unisce qualità, identità e capacità di innovare, portando all’attenzione degli operatori il ruolo del limone non soltanto come prodotto agricolo, ma anche come elemento distintivo dell’esperienza turistica e gastronomica della Costiera.

Una storia di famiglia, dalla tradizione alla dimensione organizzata

Le radici di Costieragrumi De Riso risalgono al 1927, quando Alfonso De Riso avviò la coltivazione dei limoni a Minori. Da allora, la cura delle piante e dei frutti, il rispetto dei ritmi della natura e la conoscenza delle tecniche tradizionali hanno accompagnato la crescita dell’attività familiare, oggi giunta alla terza generazione.

Nel tempo, l’esperienza maturata sul campo si è integrata con strumenti organizzativi e tecnologie capaci di rispondere alle esigenze del mercato, senza perdere il legame con il territorio d’origine. Nel 2016 l’azienda ha compiuto un passaggio importante, evolvendosi in un’Organizzazione di Produttori che riunisce 145 soci, con l’obiettivo di consolidare l’offerta e rafforzare la capacità di raggiungere i mercati in modo strutturato.

La coltivazione del limone in Costiera Amalfitana conserva caratteristiche che raccontano la complessità di un’agricoltura profondamente legata alla conformazione del paesaggio. I terrazzamenti, le pendenze e le condizioni climatiche locali richiedono competenze specifiche e un lavoro attento, dalla gestione delle piante alla raccolta manuale dei frutti. Una pratica che contribuisce a preservare l’integrità dei limoni e a mantenere elevati standard qualitativi.

Al centro della produzione c’è il Limone Costa d’Amalfi IGP, riconoscibile per le sue caratteristiche organolettiche e per il profilo aromatico della buccia, particolarmente apprezzata anche in cucina. Accanto al prodotto fresco, l’azienda ha sviluppato negli anni attività di trasformazione, valorizzando diverse componenti del frutto e ampliando le possibilità di utilizzo della materia prima.

Carlo De Riso: «Il futuro dell’ortofrutta è abbinare il prodotto al territorio»

Per Carlo De Riso, presidente dell’OP Costieragrumi De Riso, la prospettiva di crescita del comparto passa dalla capacità di costruire un racconto coerente tra qualità del prodotto, provenienza e identità locale.

«Penso che il futuro sia proprio quello di abbinare i prodotti al territorio. La Costiera Amalfitana ci ha aiutato nel nostro percorso e nel nostro successo, perché il limone è diventato uno dei suoi simboli più riconoscibili», spiega De Riso. Un rapporto che negli anni ha contribuito a rendere il frutto parte integrante dell’immaginario turistico della Costiera, fino a trasformarlo in una delle esperienze ricercate dai visitatori.

Il limone, infatti, non è più soltanto una produzione agricola da acquistare, ma un elemento che accompagna la scoperta del territorio attraverso i suoi profumi, i suoi sapori e le preparazioni gastronomiche. Dal sorbetto al limone alle ricette della tradizione, il prodotto entra nell’esperienza di viaggio e contribuisce a rafforzare la riconoscibilità della destinazione.

«Oggi molti turisti arrivano ad Amalfi anche per assaggiare il sorbetto al limone e vivere un’esperienza legata a questo prodotto. Abbinare il limone al territorio e al turismo è una strada che può offrire nuove prospettive all’intero comparto ortofrutticolo», sottolinea il presidente dell’OP.

Una visione che amplia il concetto stesso di valorizzazione: la competitività non dipende esclusivamente dalle caratteristiche del prodotto, ma anche dalla capacità di comunicarne l’origine, raccontarne la storia e creare connessioni con altri settori, a partire dalla ristorazione e dall’accoglienza turistica.

La cucina valorizza il frutto, buccia compresa

A rafforzare questo legame tra agricoltura e cultura gastronomica è anche il lavoro degli chef, sempre più attenti alle caratteristiche delle materie prime e alle possibilità offerte dai prodotti del territorio. In particolare, il Limone Costa d’Amalfi IGP trova spazio in numerose preparazioni grazie al suo profilo aromatico, diventando un ingrediente capace di caratterizzare piatti semplici e ricercati.

«Dobbiamo ringraziare anche gli chef, che stanno dimostrando un’attenzione crescente verso il limone. Molti utilizzano i nostri limoni valorizzandoli in ricette gustose e creative», afferma Carlo De Riso.

Proprio all’interno dell’Italian Fruit Village, a Fruit Attraction 2026, lo chef Domenico Esposito ha interpretato il prodotto con una preparazione che ha unito sapori e tradizioni del Mezzogiorno: una bruschetta di pane cafone tostato, con alici di Cetara, burrata e pesto di limone realizzato con bucce, succo, parmigiano, pinoli, aglio e noci.

Una ricetta che ha messo al centro il limone non come semplice elemento decorativo, ma come ingrediente capace di dare carattere al piatto, dialogando con la sapidità delle alici e la cremosità della burrata. L’incontro tra materie prime provenienti da territori diversi ha raccontato, attraverso la cucina, le potenzialità di un patrimonio agroalimentare costruito sulla qualità e sulla varietà delle produzioni italiane.

La preparazione ha offerto anche un esempio concreto di come la gastronomia possa diventare uno strumento di promozione: attraverso l’esperienza del gusto, il consumatore scopre le caratteristiche dei prodotti e il legame con le comunità e i paesaggi da cui provengono.

Tradizione e innovazione per guardare ai mercati

La partecipazione a Fruit Attraction, all’interno dell’Italian Fruit Village, si inserisce nel percorso con cui Costieragrumi De Riso continua a promuovere il Limone Costa d’Amalfi IGP e a rafforzare il posizionamento della propria produzione in un contesto internazionale. L’incontro con gli operatori e il confronto con le tendenze del settore rappresentano occasioni per valorizzare le specificità della filiera e consolidare il rapporto tra prodotto, territorio e nuove opportunità commerciali.

Dalla storia familiare avviata nel 1927 alla struttura organizzata dell’OP, Costieragrumi De Riso testimonia come una produzione radicata nella tradizione possa evolversi mantenendo al centro la qualità e l’identità territoriale. In questa prospettiva, il Limone Costa d’Amalfi IGP si conferma non soltanto un’eccellenza agricola, ma anche un ambasciatore della Costiera Amalfitana, capace di unire filiera ortofrutticola, ristorazione e turismo in un racconto riconoscibile sui mercati internazionali.


Ascolta l’intervista a Carlo De Riso, Presidente dell’ O.P. Costiera Agrumi De Riso, sui nostri canali social:  Instagram, Facebook, Linkedin, You Tube, X. 

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