Recenti rilevazioni dell’Istat hanno messo in luce le principali preoccupazioni ambientali degli italiani sopra i 14 anni, includendo anche le abitudini di consumo più rispettose dell’ambiente. Il rapporto 2024 mostra che quasi un quarto della popolazione (23,5%) ha scelto prodotti a chilometro zero, mentre il 36,4% presta attenzione alla lettura delle etichette. Solo il 14,1% degli intervistati ha acquistato alimenti biologici.
Secondo Coldiretti Bio, che ha analizzato i dati Nomisma in occasione della campagna di NaturaSì, il mercato dei prodotti biologici in Italia ha raggiunto nel 2024 i 6,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. “È fondamentale garantire trasparenza nei prezzi e una corretta redistribuzione del valore lungo tutta la filiera, evitando svantaggi per gli agricoltori”, sottolinea l’organizzazione.
Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio, evidenzia come il sostegno agli agricoltori nelle filiere biologiche sia essenziale. “Una filiera chiara e trasparente assicura sostenibilità economica e ambientale per le aziende certificate e permette ai consumatori di fare scelte consapevoli verso prodotti biologici italiani di qualità”.
Il report mostra anche nette differenze geografiche. Chi legge regolarmente le etichette varia dal 29,6% della provincia di Bolzano al 40,2% in Sardegna. Gli acquisti di prodotti biologici oscillano tra l’11,7% in Piemonte e il 19,5% a Bolzano. I consumi a chilometro zero sono più frequenti in Sardegna (41,2%) e meno in Lombardia (13,8%). In generale, il Sud predilige maggiormente i prodotti locali (29,8%) rispetto al Nord (19,8%), un trend rafforzato dalla diffusione della rete Campagna Amica.
Abitudini sostenibili degli italiani per regione (2024)
| Regione | Lettura etichette (%) | Prodotti biologici (%) | Chilometro zero (%) |
|---|---|---|---|
| Piemonte | 33,8 | 11,7 | 22,2 |
| Valle d’Aosta | 37 | 17,4 | 30,3 |
| Liguria | 39,2 | 14,4 | 19,4 |
| Lombardia | 36 | 13 | 13,8 |
| Trentino-Alto Adige | 33,5 | 17,7 | 30,7 |
| Bolzano | 29,6 | 19,5 | 34 |
| Trento | 37,3 | 16 | 27,6 |
| Veneto | 36,6 | 12 | 22,6 |
| Friuli-Venezia Giulia | 39,6 | 13 | 24,8 |
| Emilia-Romagna | 38,2 | 14,9 | 23,5 |
| Toscana | 34 | 14,5 | 20,6 |
| Umbria | 35,4 | 12,9 | 19,9 |
| Marche | 34,9 | 15 | 26,3 |
| Lazio | 37,5 | 15,4 | 21,7 |
| Abruzzo | 39,6 | 17,6 | 31,8 |
| Molise | 34,1 | 15,2 | 32,3 |
| Campania | 34,1 | 18 | 22,1 |
| Puglia | 38,8 | 15 | 35,7 |
| Basilicata | 35,3 | 18,3 | 33,4 |
| Calabria | 36,1 | 16,5 | 33,2 |
| Sicilia | 36,3 | 16 | 27,6 |
| Sardegna | 40,2 | 16,6 | 41,2 |
Medie macroregionali: Nord (36,3%; 13,2%; 19,8%), Centro (35,9%; 14,9%; 21,8%), Mezzogiorno (36,6%; 14,9%; 29,8%).
Fonte (www.ilpuntocoldiretti.it/)
















