Raggiungere il traguardo delle cinquantamila firme in appena quattro mesi per dire basta alla macellazione dei cavalli e chiedere il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione. È l’obiettivo centrato dalla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Animal Equality in collaborazione con la Fondazione Islander e depositata in Cassazione. L’organizzazione per la protezione degli animali ha esortato il Parlamento ad agire nel pieno rispetto dell’Articolo 71 della Costituzione italiana, dando seguito alla richiesta formale avanzata dai cittadini e intercettando la crescente sensibilità dell’opinione pubblica sul tema.
Nell’ultimo anno il tema della macellazione equina è stato ripetutamente discusso in Parlamento grazie a proposte di legge bipartisan presentate da diverse forze politiche — tra cui Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra — e approfondite a lungo in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. L’iniziativa popolare si inserisce in questo solco normativo, forte anche dei dati diffusi da Ipsos: a fronte di una platea in cui solo il 17% dei consumatori dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, l’83% degli intervistati non la consuma e il 73% prova empatia per questi animali, considerandoli alla pari di cani e gatti.
Nonostante il trend dei consumi risulti in calo, il Ministero della Salute, attraverso il Sistema Informativo Veterinario, ha evidenziato numeri ancora consistenti: nel corso del 2025 sono stati 22.854 gli equidi uccisi in Italia (concentrati soprattutto in Puglia, Emilia-Romagna e Veneto), con una forte dipendenza dalle importazioni estere. Un quadro confermato anche dai dati parziali del 2026, che mostrano un ulteriore incremento dei capi importati macellati in Puglia (+13,1%) e in Veneto (+23,6%).
Le dichiarazioni delle associazioni
«Fermare la macellazione degli equidi in Italia è un passo avanti cruciale per porre fine alla sofferenza di migliaia di animali uccisi per l’interesse di pochi – ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente per l’Europa –. La voce di oltre 50.000 persone non può essere ignorata: rappresenta una richiesta di cambiamento che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare».
Sulla stessa linea il commento di Nicole Berlusconi, presidente della Fondazione Islander: «Il raggiungimento delle 50.000 firme con largo anticipo rispetto alla scadenza prevista è la dimostrazione evidente di quanto sia aumentata in modo esponenziale la sensibilità degli Italiani nei confronti degli animali. Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo per amore e rispetto di questi animali che ci accompagnano da sempre e che oggi sono anche terapeuti insostituibili».





