All’interno dell’Italian Fruit Village, il format ideato dal Consorzio Edamus, l’organizzazione di produttori ha raccontato la qualità delle produzioni lucane e il lavoro dei soci, presentando anche il percorso legato alla Fragola della Basilicata IGP
La qualità delle produzioni e il legame con il territorio restano leve strategiche per affrontare le difficoltà del comparto ortofrutticolo e consolidare la competitività sui mercati. È questo il messaggio portato da O.P. Agorà a Fruit Attraction 2026, la manifestazione internazionale svoltasi a Madrid dal 6 all’8 ottobre. All’interno dell’Italian Fruit Village, il format ideato dal Consorzio Edamus, l’organizzazione di produttori ha presentato una delle produzioni di punta della stagione, l’uva da tavola, affiancandola al racconto di una filiera profondamente legata all’agricoltura lucana e alle sue prospettive di sviluppo.
«Partecipiamo da diversi anni a questa fiera come organizzazione di produttori agricoli. Quest’anno portiamo a Madrid l’uva da tavola, un prodotto di eccellenza del periodo che, nonostante la crisi che stiamo affrontando, si presenta con caratteristiche qualitative molto interessanti», ha dichiarato Alessandro Quinto, direttore commerciale di O.P. Agorà.
Un’affermazione che richiama il lavoro svolto quotidianamente dalle aziende associate, chiamate a confrontarsi con le criticità del settore attraverso investimenti, specializzazione produttiva e attenzione alle esigenze del mercato.
O.P. Agorà: un paniere ortofrutticolo che esprime il valore dei territori
Fondata nel 2014 dall’unione di produttori ortofrutticoli del Metapontino e dell’arco ionico lucano e pugliese, O.P. Agorà ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, aggregando aziende agricole di diverse regioni italiane. Con oltre 400 soci produttori e una superficie coltivata di circa 5.000 ettari, l’organizzazione riunisce un’ampia varietà di produzioni, dall’uva da tavola agli agrumi, dalle fragole alle albicocche e ai kiwi, fino a numerose colture orticole.
Un paniere che riflette la diversità delle vocazioni agricole dei territori coinvolti e il lavoro delle aziende associate, impegnate a coniugare competenze produttive, attenzione alla qualità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.
A Fruit Attraction 2026, l’uva da tavola ha rappresentato una delle produzioni di punta presentate a Madrid. In particolare, le varietà senza semi si distinguono per versatilità e caratteristiche organolettiche, offrendo interessanti possibilità di consumo anche al di fuori delle occasioni tradizionali.
«È un prodotto di alta qualità, realizzato dai nostri soci produttori del Metapontino, che racconta la vocazione agricola del territorio e l’elevata specializzazione raggiunta dalle aziende», ha sottolineato Alessandro Quinto, direttore commerciale di O.P. Agorà. «In un momento caratterizzato da una forte crisi e da numerose problematiche, la qualità rappresenta un elemento importante per affrontare le difficoltà».
Una considerazione che si inserisce in una strategia più ampia, fondata sulla capacità di valorizzare le diverse produzioni, sostenere il lavoro dei soci e rafforzare la competitività dell’organizzazione. L’obiettivo è offrire al mercato prodotti che esprimano le caratteristiche dei rispettivi territori d’origine, attraverso una filiera attenta alla qualità, alla sicurezza e alla continuità produttiva.
La Fragola della Basilicata IGP: un riconoscimento che rafforza il territorio
Accanto all’uva da tavola, O.P. Agorà ha posto l’attenzione sulla Fragola della Basilicata IGP, una delle produzioni più rappresentative dell’agricoltura lucana e del Metapontino. Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta segna un passaggio importante per la filiera, rafforzando il legame tra il prodotto e il territorio d’origine e offrendo nuove opportunità per consolidarne la riconoscibilità sul mercato.
«La fragola è un nostro prodotto di punta e, come realtà lucana, teniamo particolarmente alla territorialità di questa produzione», ha dichiarato Alessandro Quinto, direttore commerciale di O.P. Agorà.
Il riconoscimento IGP premia il legame tra le caratteristiche della produzione e il contesto territoriale in cui nasce, contribuendo a distinguere la fragola lucana e a rafforzarne l’identità commerciale. Per i produttori associati, rappresenta inoltre uno strumento per raccontare il valore del lavoro agricolo, delle competenze maturate nel tempo e delle condizioni pedoclimatiche del Metapontino, consolidando il posizionamento di una coltura strategica per l’economia ortofrutticola regionale.
Aggregazione e sostenibilità per rafforzare la filiera
L’attività di O.P. Agorà si fonda sulla cooperazione tra produttori e sulla condivisione di strumenti utili a migliorare la qualità, la sicurezza alimentare e l’efficienza delle aziende associate. L’organizzazione promuove il rispetto di standard e sistemi di certificazione quali GLOBALG.A.P., IFS, GRASP, SQNPI e Agricoltura Biologica, in funzione delle produzioni e delle aziende coinvolte.
Un ruolo importante è svolto anche dai Programmi Operativi europei, attraverso i quali sostenere investimenti, innovazione e pratiche agricole orientate a una gestione più efficiente delle risorse. L’obiettivo è consolidare la capacità delle imprese di rispondere alle richieste della distribuzione e dei consumatori, mantenendo elevati livelli di qualità e tracciabilità.
In questo contesto, l’aggregazione consente di mettere a sistema competenze ed esperienze, offrendo ai produttori un interlocutore organizzato nei rapporti con la grande distribuzione e con il mercato. Una strategia che assume particolare rilievo in una fase in cui le criticità economiche e produttive richiedono strumenti condivisi e una maggiore capacità di adattamento.
L’uva da tavola incontra la cucina dello chef Domenico Esposito
All’Italian Fruit Village, il racconto delle produzioni è passato anche attraverso la cucina, con una preparazione dello chef Domenico Esposito dedicata all’uva da tavola senza semi di O.P. Agorà.
La ricetta propone uno spiedino con acini di uva bianca e rossa, primo sale e prosciutto iberico, pensato come uno snack da aperitivo fresco e immediato. La possibilità di utilizzare gli acini interi, grazie all’assenza dei semi, permette di preservare la forma e la consistenza del frutto, abbinandone la dolcezza alla sapidità del prosciutto e alla delicatezza del formaggio. Un piatto semplice, ma studiato per creare equilibrio tra sapori e consistenze, che dimostra come l’uva da tavola possa trovare spazio anche in proposte gastronomiche contemporanee, oltre al consumo tradizionale.
La partecipazione a Fruit Attraction 2026 ha offerto così a O.P. Agorà un’occasione per raccontare il lavoro dei propri soci e le caratteristiche delle produzioni, confermando il ruolo della qualità e dell’identità territoriale nella strategia di crescita dell’organizzazione.
Ascolta l’intervista ad Alessandro Quinto, direttore commerciale dell’ O.P. Agorà, sui nostri canali social: Instagram, Facebook, Linkedin, You Tube, X.





