Free from, “vintage” e benessere: ecco come cambia la spesa degli italiani

Dalle alternative per intolleranze al richiamo della tradizione, fino al cibo funzionale: l’ultima analisi dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy scatta la fotografia dei nuovi trend nei carrelli dei supermercati.

Un approccio al cibo sempre più consapevole, sospeso tra la ricerca del benessere e il bisogno di rassicurazione. È questo il ritratto che emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che analizza le abitudini d’acquisto monitorando le etichette dei prodotti nella grande distribuzione.

L’analisi evidenzia quattro grandi direttrice di consumo: la ricerca di prodotti free from o arricchiti (rich-in), la preferenza per le clean label (senza additivi o conservanti), la spinta verso stili di vita specifici (vegan o plant-based) e il ritorno a cibi tradizionali e artigianali dal sapore rassicurante.

Il fenomeno “Free From”: vale quasi 12,6 miliardi di euro

Il free from si conferma la tendenza regina della spesa alimentare in Italia, arrivando a rappresentare il 24,4% dei prodotti rilevati e il 29,4% del fatturato complessivo del settore.

Nel 2025, gli oltre 22 mila prodotti che evidenziano in etichetta l’assenza o la riduzione di un ingrediente o additivo hanno sfiorato i 12,6 miliardi di euro di sell-out, registrando una crescita annua del +3,2% a valore e del +1,4% a volume.

Tra i 26 claim analizzati, a fare da traino sono soprattutto le esigenze legate alle intolleranze alimentari e la volontà di tagliare zuccheri, grassi e conservanti:

  • Senza Glutine: guida il segmento delle intolleranze con il 9,5% dei prodotti monitorati, generando oltre 3,4 miliardi di euro (+2,7% a valore, +0,9% a volume).
  • Senza Lattosio: mostra un grande dinamismo superando i 2,4 miliardi di euro (+7,7% a valore, +5,5% a volume), forte di un paniere di 3.170 prodotti.
  • Clean Label e Residui: in forte accelerazione i claim emergenti come “senza antibiotici” (+12,4% a valore, +9,9% a volume), “senza residui/zero residui” (+14,3% a valore, +14,8% a volume) e “senza nitriti” (+9,7% a valore, +10,3% a volume).

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