Ortofrutta, prezzi in calo: fragole -21% e mercati all’ingrosso più convenienti

Grazie al miglioramento delle condizioni climatiche, il comparto ortofrutticolo registra un aumento significativo dei quantitativi disponibili, portando una ventata di freschezza e convenienza nei mercati all’ingrosso. Questa settimana La Borsa della Spesa, il servizio settimanale di BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No profit, consiglia l’acquisto delle fragole, presenti in grande abbondanza e con prezzi all’ingrosso inferiori del 21% sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che rispetto ad una settimana fa. In particolare, la varietà Sabrosa della Basilicata si attesta tra i 2,50 e i 3,00 euro/Kg, spinta al ribasso anche dalla concorrenza del prodotto spagnolo entrato nel mercato a prezzi irrisori tra i 1,50 e i 2,00 euro/Kg. Tra i 2,50 e i 3,00 euro/kg anche tutte le altre varietà del sud Italia. La qualità è buona grazie alle condizioni climatiche, tuttavia la richiesta ancora non è al massimo.

Tra gli agrumi, si assiste a un cambio varietale per i limoni. Il Primofiore siciliano è in fase calante e fa il suo ingresso il limone Verna spagnolo. I prezzi restano ancora stabili, intorno 1,50 euro/kg.  Per quanto riguarda le arance bionde, debutta la varietà Valencia italiana con prezzi all’ingrosso su 1,60 euro/Kg, mentre il Lane Late italiano si trova a 1,30 euro, sebbene la richiesta sia attualmente contenuta. Il mercato dei kiwi vede invece l’esaurimento della varietà Gold, mentre persiste con prezzi stabili sui 3,00 euro/kg la varietà verde Hayward.

Anche il settore degli ortaggi beneficia di un deciso calo dei prezzi dovuto alla maggiore disponibilità di prodotto. Un ribasso riguarda gli asparagi (-17,2% in sette giorni), complice l’abbondanza dell’offerta a fronte di un mercato statico. Gli asparagi verdi presentano una quotazione all’ingrosso media tra i 4,00 e i 4,50 euro/Kg, con oscillazioni dai 3,50-4,00 euro per la pezzatura piccola fino ai 4,00-4,50 euro per quella grande. Il prodotto bianco, tipico del Veneto, si inserisce invece su una fascia media di 6,00-7,00 euro/Kg, mantenendo comunque prezzi bassi rispetto all’annata precedente. In calo del 13,2% i pisellini freschi, sia nelle varietà verdi chiare che scure, ora disponibili all’ingrosso tra i 3,00 e i 3,50 euro/Kg.

L’arrivo del primo caldo stimola la produzione e il consumo di prodotti più estivi come i cetrioli, ideali per le prime insalate di stagione. All’ingrosso, questa settimana sono disponibili a un prezzo medio di 1,00 euro/Kg. Domanda regolare per le fave, anche in vista delle prossime festività del 25 aprile e del 1 maggio, giornate in cui tradizionalmente si consumano maggiormente. L’abbondanza di prodotto ha portato i prezzi medi in calo del 22% rispetto alla scorsa settimana, a un prezzo medio di 1,50 euro/Kg, con picchi di 2,00 euro su mercati come Milano e Firenze mentre a Roma, zona di produzione, si scende fino a 0,80 euro/Kg. Infine, i ravanelli tondi rossi mantengono prezzi stabili a 0,40 euro al mazzo.

Il comparto ittico, pur risentendo del maltempo sull’Adriatico e del caro carburante, offre diverse opportunità. La seppia domina il mercato con quantitativi alti e prezzi all’ingrosso in calo che vanno dagli 8,00 euro ai 13,00 euro/Kg. Resta alta la richiesta per il granchio blu, all’ingrosso tra i 3,00 e i 4,00 euro/Kg mentre per le cozze italiane si registra una buona produzione ma una richiesta ancora bassa, che mantiene i prezzi all’ingrosso tra i 3,50 e i 4,00 euro/Kg, con flessioni anche a 3,00 euro/Kg a seconda della zona di produzione. Ampia disponibilità anche di cefali: si va dal lotregano a 1,50 euro/Kg al dorato a 2,50 euro/Kg, fino al muggine, molto ricercato in Sardegna per la produzione della bottarga, che costa dai 4,00-5,00 euro/Kg per la pezzatura piccola fino agli 8,00-9,00 euro/Kg per quella più grande. Tra i pesci azzurri considerati “poveri” ma di ottima qualità, i suri sono stabili sui 2,00 euro/Kg, trovando grande riscontro soprattutto nelle pescherie e nei ristoranti etnici. Continua la buona pesca del San Pietro, con prezzi all’ingrosso stabili tra i 27,00 e i 30,00 euro/Kg, a seconda della provenienza. Infine, per chi preferisce il prodotto allevato nazionale, le spigole di pezzatura media, tra i 400 e i 600 gr sono quotate all’ingrosso tra i 12,50 e i 13,50 euro/Kg.

Tra le carni, il petto di pollo e la fesa di tacchino continuano a mostrare un mercato in sostanziale equilibrio con prezzi all’ingrosso stabili rispettivamente tra 7,60 e 8,00 euro/Kg il primo e tra 9,30 e 9,70 euro/kg il secondo. Si conferma, invece, la fase discendente per i prezzi all’ingrosso dei quarti anteriori di vitellone, poco richiesti in questo periodo e disponibili tra 7,45 e 7,55 euro/Kg. 

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