Per tutelare la salute dei bambini occorre vietare l’uso dei cibi ultra-formulati nelle scuole, dalle mense ai distributori, evitando che alimenti poco sani, snack ed energy drink, che sempre più studi scientifici legano allo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili. È l’appello lanciato dalla Coldiretti in occasione della Giornata della salute che si celebra il 7 aprile. Un momento di riflessione sulla necessità di tutelare in primis le nuove generazioni che, nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla medicina, corrono il rischio di essere meno sani rispetto ai loro genitori proprio a causa di scelte alimentari errate.
Abitudini alimentari a rischio tra i più giovani
Gli snack dolci vengono consumati più di tre giorni a settimana dal 53% dei bambini, quelli salati dal 12%. Uno su 4 assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate. Questi dati della Fondazione Aletheia sottolineano come i principali fattori di rischio siano rappresentati da una dieta ipercalorica ricca di zuccheri e grassi saturi, un ridotto consumo di frutta e verdura, oltre ad elevata sedentarietà.
Il Manifesto per l’educazione alimentare nelle scuole
Per contrastare una deriva pericolosa è nato il Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole, elaborato da Coldiretti, che vede come punti fondanti la sostituzione nei distributori automatici scolastici degli ultra-formulati con prodotti sani, più cibo a km nelle mense dei bambini, una strategia nazionale contro l’obesità infantile, un patto con le famiglie e un solido programma di educazione alimentare nelle classi.
Alleanze per promuovere salute e qualità del cibo
Un impegno portato avanti anche con iniziative messe in campo con la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, che ha portato alla realizzazione del primo mercato contadino di Campagna Amica in un ospedale italiano, e al patto sottoscritto con Filiera Italia e la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) per la tutela della salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro. Con l’Anci è stato stipulato un Protocollo con l’impegno ad aumentare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e da filiere corte. In questa direzione sarà previsto il supporto ai Comuni nella definizione di capitolati e disciplinari che introducano criteri di qualità, trasparenza e origine nelle forniture.
Le richieste delle famiglie italiane
Si tratta di un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati.
Fonte: www.coldiretti.it

















