Mangiare più alimenti ultra-formualti è associato a una minore densità minerale ossea e a un aumento del rischio di fratture dell’anca. È quanto emerge da uno studio guidato da Lu Qi della Tulane University, pubblicato sul British Journal of Nutrition, condotto su oltre 160mila partecipanti del database UK Biobank seguiti per più di dodici anni.
I ricercatori hanno rilevato che per ogni 3,7 porzioni aggiuntive giornaliere — equivalenti, ad esempio, a un piatto surgelato, un biscotto e una bibita gassata — il rischio di frattura dell’anca aumentava del 10,5%. Il consumo elevato di questi prodotti è risultato associato anche a una riduzione della densità ossea in aree cruciali del femore superiore e della regione lombare.
Gli alimenti ultra-formulati comprendono una vasta gamma di prodotti di largo consumo: dagli yogurt aromatizzati alle pizze surgelate, dai cereali per la colazione all’avena istantanea. Sono ricchi di sale, dolcificanti e grassi, poveri di ingredienti integrali, e nel 2023 hanno rappresentato circa il 55% delle calorie totali consumate da giovani e adulti negli Stati Uniti.
L’associazione tra consumo di ultra-formulati e minore densità ossea è risultata particolarmente marcata nelle persone under 65 e nei soggetti sottopeso. Secondo Qi, i più giovani potrebbero assorbire in misura maggiore gli ingredienti nocivi grazie a una funzione digestiva più efficiente.
Sul fronte italiano, il Manifesto Coldiretti chiede una strategia nazionale contro l’obesità infantile, puntando su mense scolastiche con cibo a km zero, filiera corta e stagionalità. Un piano che include anche l’educazione alimentare nelle scuole primarie, per insegnare ai bambini da dove viene il cibo e i rischi di una dieta ultra-formulate.
fonte:wwwilpuntocoldiretti.it


















