Lo stanziamento per il 2025 e il 2026 ammonta a 23.750.000 euro, di cui 19 milioni per le filiere del mais, delle proteine vegetali (legumi e soia), del frumento tenero e dell’orzo. Nel dettaglio alla filiera del mais 7,6 milioni, a quella delle proteine vegetali (legumi quali pisello, fagiolo, lenticchia, cece, fava e favino e soia) 4,75 milioni, al frumento tenero 3,8 milioni, all’orzo 2,85 milioni e infine alla filiera carni bovine collegate alla linea “vacca-vitello” e delle carni bovine SQNZ e IGP 4,75 milioni. Le finalità sono : sostenere le produzioni di alcuni cereali e proteaginose di base per rafforzare il sistema agricolo a fronte dell’aumento dei costi; valorizzare i contratti di filiera, anche con i soggetti attivi nel settore del commercio, nei comparti maidicolo, delle proteine vegetali (legumi e soia), del frumento tenero, dell’orzo, delle carni bovine.
Possono accedere all’aiuto le imprese agricole che hanno un Fascicolo aziendale attivo nel Sian e un piano di coltivazione validato per l’annualità 2025. Devono essere impegnate nella coltivazione di mais, proteine vegetali (legumi e soia), frumento tenero, orzo. Devono aver sottoscritto, entro la data di decorrenza del termine di presentazione della domanda di aiuto, contratti di filiera di durata almeno triennale, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, o che sottoscrivano contratti di filiera di durata almeno triennale con imprese di trasformazione / stoccaggio / commercializzazione. I centri di stoccaggio che effettuano pulitura, essicazione della granella di granturco e del seme di soia e successiva commercializzazione si riconoscono come imprese di prima trasformazione
Le imprese inoltre devono aderire ad un impegno di coltivazione di durata annuale e che preveda un incremento rispetto alla media delle superfici dichiarate per la coltura per la quale viene richiesto l’aiuto, secondo quanto emerge dai piani di coltivazione grafici utilizzati per la domanda unica presentata nei tre anni antecedenti a quello di riferimento dell’impegno . Il contratto di filiera, che è condizione necessaria per l’aiuto, può essere sottoscritto da: imprenditore agricolo e impresa di trasformazione/ stoccaggio / commercializzazione; cooperativa, consorzio agrario o organizzazione di produttori riconosciuta e impresa di trasformazione/stoccaggio/commercializzazione. Per la campagna 2025 l’aiuto per ogni ettaro coltivato nell’ambito del contratto di filiera è di 400 euro per il mais; 250 euro per le proteine vegetali (legumi e soia); 300 euro per il frumento tenero da sementi certificate e 200 euro per l’orzo.
Fino al 17 aprile si possono presentare le domande per accedere ai contributi del Fondo per la Sovranità alimentare. La circolare Agea pubblicata il 16 marzo indica i “Criteri e modalità di attuazione del Fondo per la sovranità alimentare. Annualità 2025 e 2026.” I fondi sono stati ripartiti su filiere strategiche, privilegiando – spiega Agea –“quelle che si adattano alla possibilità di sottoscrizione di contratti di filiera, in modo da moltiplicare l’effetto dello stanziamento pubblico, attraverso la stabilizzazione dei rapporti tra agricoltori e trasformatori”.
Lo stanziamento per il 2025 e il 2026 ammonta a 23.750.000 euro, di cui 19 milioni per le filiere del mais, delle proteine vegetali (legumi e soia), del frumento tenero e dell’orzo. Nel dettaglio alla filiera del mais 7,6 milioni, a quella delle proteine vegetali (legumi quali pisello, fagiolo, lenticchia, cece, fava e favino e soia) 4,75 milioni, al frumento tenero 3,8 milioni, all’orzo 2,85 milioni e infine alla filiera carni bovine collegate alla linea “vacca-vitello” e delle carni bovine SQNZ e IGP 4,75 milioni. Le finalità sono : sostenere le produzioni di alcuni cereali e proteaginose di base per rafforzare il sistema agricolo a fronte dell’aumento dei costi; valorizzare i contratti di filiera, anche con i soggetti attivi nel settore del commercio, nei comparti maidicolo, delle proteine vegetali (legumi e soia), del frumento tenero, dell’orzo, delle carni bovine.
Possono accedere all’aiuto le imprese agricole che hanno un Fascicolo aziendale attivo nel Sian e un piano di coltivazione validato per l’annualità 2025. Devono essere impegnate nella coltivazione di mais, proteine vegetali (legumi e soia), frumento tenero, orzo. Devono aver sottoscritto, entro la data di decorrenza del termine di presentazione della domanda di aiuto, contratti di filiera di durata almeno triennale, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, o che sottoscrivano contratti di filiera di durata almeno triennale con imprese di trasformazione / stoccaggio / commercializzazione. I centri di stoccaggio che effettuano pulitura, essicazione della granella di granturco e del seme di soia e successiva commercializzazione si riconoscono come imprese di prima trasformazione
Le imprese inoltre devono aderire ad un impegno di coltivazione di durata annuale e che preveda un incremento rispetto alla media delle superfici dichiarate per la coltura per la quale viene richiesto l’aiuto, secondo quanto emerge dai piani di coltivazione grafici utilizzati per la domanda unica presentata nei tre anni antecedenti a quello di riferimento dell’impegno . Il contratto di filiera, che è condizione necessaria per l’aiuto, può essere sottoscritto da: imprenditore agricolo e impresa di trasformazione/ stoccaggio / commercializzazione; cooperativa, consorzio agrario o organizzazione di produttori riconosciuta e impresa di trasformazione/stoccaggio/commercializzazione. Per la campagna 2025 l’aiuto per ogni ettaro coltivato nell’ambito del contratto di filiera è di 400 euro per il mais; 250 euro per le proteine vegetali (legumi e soia); 300 euro per il frumento tenero da sementi certificate e 200 euro per l’orzo.
fonte: www.ilpuntocoldiretti.it















