La Borsa della Spesa: castagne, cavolfiori e pesce dell’Adriatico tra i consigli della settimana

Il report di BMTI e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit, segnala un mercato in rallentamento ma ricco di opportunità per una spesa autunnale sostenibile e conveniente.

Sono disponibili i nuovi consigli settimanali de La Borsa della Spesa, il servizio realizzato da BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, che offre ai consumatori una guida essenziale per cogliere le opportunità per una spesa autunnale con il miglior rapporto qualità-prezzo e sostenibile.

In generale, il mercato ortofrutticolo e quello ittico stanno attraversando una fase di rallentamento, tipica di novembre nell’ attesa del Natale, accentuata quest’anno dalle temperature insolitamente alte che incidono su qualità e consumo.

Tra la frutta consigliata per questa settimana, spiccano ancora le castagne che mantengono i loro prezzi all’ingrosso in calo del 3,2% rispetto all’anno scorso, tra 4,50 e 5,00 €/kg per la pezzatura grande, a causa di una richiesta ancora lenta, scoraggiata dalle temperature elevate che non invitano al consumo. In calo i prezzi all’ingrosso dei melograni grazie ad un’abbondanza della produzione, con quotazioni medie che vanno da 1,70 a 1,80 €/kg. Positiva la produzione di cotogne, in particolare la varietà perifome, apprezzate per la preparazione di marmellate e conserve e disponibili all’ingrosso a 1,90 €/kg. Si segnala, inoltre, l’ingresso sul mercato di nuove varietà di mele, come la Kissabel, caratterizzata dalla polpa rossa, all’ingrosso intorno a 2,80 €/kg per i calibri grandi. In generale, rimangono convenienti i prezzi all’ingrosso delle varietà più comuni come Fuji e Golden. Sono iniziati, sebbene con qualche difficoltà, i primi agrumi che attendono il primo freddo per migliorare ancora la loro qualità e dolcezza.  Per le clementine, i prezzi all’ingrosso variano tra 0,80 €/kg, per il calibro piccolo e 1,80 €/kg per il calibro grande.

Le temperature sopra la media, invece, favoriscono l’abbondanza della produzione orticola. In particolare, il cavolfiore bianco è il prodotto dominante. Grazie all’alta offerta, i prezzi all’ingrosso sono calati del 12,2% rispetto alla scorsa settimana e si attestano mediamente su 1,20 €/kg. Il finocchio ha subito un notevole ribasso nelle ultime due settimane, raggiungendo 1,30 €/kg per il prodotto proveniente da Puglia e Campania, grazie all’elevata disponibilità favorita dal clima. Continua positivamente la produzione delle zucche, sebbene la domanda dopo Halloween sia leggermente calata. All’ingrosso, a seconda della varietà, i prezzi oscillano da 0,60 a 1,20 €/kg. Sono bassi, inoltre, i prezzi all’ingrosso delle batate, ossia le patate dolci americane, un prodotto di nicchia dal sapore dolce e dalla polpa arancione, disponibile a 1,50 €/kg per la produzione italiana. Il caldo sta favorendo anche la produzione di spinaci, che presentano prezzi all’ingrosso medi intorno a 1,20 €/kg, con quotazioni inferiori nelle zone di produzione.

Per quanto riguarda il settore ittico, la disponibilità nei mercati è fortemente condizionata dal prolungamento del fermo pesca nel Mar Tirreno fino al 30 novembre. Tuttavia, Il Mar Adriatico, con un diverso ecosistema, offre prodotti in piena stagione. Novembre è il momento ideale per acquistare e congelare, in vista del Natale, prodotti come le mazzancolle e i calamari. Le prime si trovano all’ingrosso intorno ai 10,00 €/kg mentre i calamari italiani costano circa 18,00 €/kg. Convenienti anche le triglie di fango i cui prezzi all’ingrosso, per le piccole, oscillano tra 3,00 e 4,00 €/kg (-9,1% in una settimana). Inoltre, all’ingrosso, il tombarello è disponibile intorno a 5,00 €/kg. Infine, per quanto riguarda i frutti di mare, sono consigliate le vongole lupino che, a seconda della grandezza, oscillano tra 4,00 e 9,00 €/kg.

Infine, tra le carni, si conferma la stabilità dei prezzi del petto di pollo e della fesa di tacchino rispettivamente tra 7,90 – 8,20 e 9,20 – 9,40 €/kg. Sono in calo, invece, i prezzi all’ingrosso dei quarti posteriori di vitellone, tra 9,48 e 9,88 €/kg, con i consumi che si spostano verso i tagli di carne bovina più utilizzati nelle cotture lunghe.

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