Enoturismo, la nuova frontiera del vino italiano: investimenti in crescita e profitti in aumento

"Il primo Rapporto sui modelli di governance del turismo del vino evidenzia investimenti costanti, ritorni significativi e prospettive di sviluppo per il prossimo triennio."

Tra il 2022 e il 2024 l’enoturismo si è affermato come una leva strategica per il vino italiano. Oltre tre cantine su quattro hanno infatti scelto di investire in attività legate all’accoglienza e alle esperienze in vigna e in cantina, superando nettamente il tasso di investimento registrato nel comparto alberghiero. In molti casi, le risorse destinate a questo ambito hanno rappresentato una quota significativa del giro d’affari, oscillando per una larga parte delle aziende tra il 6% e il 15% del fatturato.

Le dimensioni aziendali incidono sulle strategie: le realtà più strutturate mostrano una maggiore propensione a puntare sull’enoturismo, mentre le cantine di piccole dimensioni, pur meno numerose tra gli investitori, destinano mediamente una fetta più consistente dei ricavi a questo settore. Anche il fattore geografico gioca un ruolo chiave: il Nord Italia guida la classifica degli investimenti, con una diffusione superiore all’80%, mentre nel Centro-Sud l’attenzione verso l’enoturismo, pur rilevante, resta sotto la soglia del 70%.

Gli effetti economici sono tutt’altro che marginali. Per quasi la metà delle aziende, l’attività enoturistica incide fino a un terzo sulla redditività complessiva, mentre per una quota consistente rappresenta addirittura una componente centrale del profitto. Non sorprende quindi che lo sguardo al futuro sia improntato all’ulteriore crescita: più di un’azienda su due ha già programmato nuovi investimenti per il periodo 2025-2027, concentrandosi sull’ampliamento dell’offerta esperienziale, sulla qualificazione del personale e sull’adeguamento delle strutture secondo criteri di sostenibilità.

A fotografare questo scenario è il primo Rapporto dedicato ai modelli di governance del turismo del vino in Italia, realizzato da Roberta Garibaldi insieme a Srm – il Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo – attraverso un’analisi condotta su 200 imprese, tra piccole realtà e grandi gruppi, attive nel panorama enoturistico nazionale.

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