di Loredana Parisi- Coordinatrice del Salone della Dieta Mediterranea
La Dieta Mediterranea (dal greco diaìta – stile di vita) è uno stile di vita esemplare, visione culturale, un modello sostenibile di sviluppo territoriale. Non si riduce dunque a una semplice pratica alimentare, pur includendo un equilibrato schema nutrizionale che promuove il consumo di cereali, olio extravergine di oliva, frutta e verdura fresca, legumi e spezie, e scoraggia l’eccessivo apporto di carni e latticini.
Lo stile di vita mediterraneo è un approccio comportamentale attivatore di salute e benessere sociale, che rigenera e valorizza i territori. Studiato e codificato da Ancel Keys in terra cilentana, in Campania, è lo stile di vita che appartiene a tutto il Mediterraneo. L’Italia intera ne è espressione con la varietà di cibo, con i valori della socialità e della convivialità, con le tradizioni e le ritualità, con la cultura antica ed archeologica, con il turismo della salute, con la ricchezza naturalistica che contraddistingue l’intera nazione.
La dieta mediterranea è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’UNESCO con sette comunità emblematiche Koroni in Grecia, Soria in Spagna, Chefchaouen in Marocco, Agros a Cipro, Tavira in Portogallo, le isole di Brač e Hvar in Croazia, Pollica in Cilento, per l’Italia.
Per comprendere il valore delle comunità emblematiche è utile attingere alla Carta dei valori della Dieta Mediterranea Unesco.
Per <<“Comunità emblematica” si intende la comunità indicata nel dossier di candidatura Unesco come rappresentativa dei valori universali dichiarati Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, che nel caso dell’Italia è rappresentata dalla comunità di Pollica-Cilento, luoghi dove ha vissuto per molti anni il fisiologo americano Ancel Benjamin Keys, per studiare, elaborare e dimostrare le ipotesi dei suoi studi sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, che lo condussero a formulare le ipotesi sull’influenza degli stili di vita su tali patologie e sui benefici apportati dall’adozione della cosiddetta “dieta mediterranea”, da lui coniata ed intesa nell’accezione di stile di vita (dal greco diaita). La Comunità emblematica è dunque quella maggiormente rappresentativa della Dieta Mediterranea ma certamente non è l’unica comunità in cui è praticata>>.
La dieta Mediterranea costituisce dunque un modello ricco di buone pratiche, utile per affrontare le impegnative sfide del futuro in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La collettività è chiamata ad assumere la responsabilità prioritaria della cura e della salvaguardia del nostro pianeta, i modelli di sviluppo virtuosi già esistenti rappresentano in tal senso un sistema di valori, comportamenti utili e punti di forza sperimentati, già pronti da adottare. Il cibo, la cultura e il benessere sono dunque i cardini che costituiscono l’essenza dello stile di vita che unisce i paesi del Mediterraneo, i cardini utili anche per riconoscersi e per incrementare la cooperazione dei popoli contribuendo insieme allo sviluppo sostenibile.
Allo stato attuale, però, il ricco patrimonio della Dieta mediterranea sia a livello nazionale, sia a livello internazionale, rischia concretamente di disperdersi in tante e diverse iniziative frammentandosi e perdendo forza, senza apportare il contributo di sviluppo socioeconomico che invece è chiaro che può fornire.
Dall’idea di unire e rendere vivo, attivo e “utile” il patrimonio immenso della cultura mediterranea, – grazie all’iniziativa del consorzio di produttori ed imprenditori Edamus – nasce il DMED- Salone della Dieta Mediterranea, che si svolge dal 2022 a Paestum, scrigno dei tesori e della cultura della Magna Grecia, alle porte del Cilento, la comunità emblematica in Italia della Dieta Mediterranea. Un luogo simbolico e concreto dove la Dieta Mediterranea torna ad essere una risorsa viva, condivisa, capace di generare sviluppo, consapevolezza e futuro.
DMED, il salone della Dieta Mediterranea come esperienza viva
Per rafforzare il legame tra cultura alimentare, salute e sostenibilità, il Consorzio Edamus- un network di produttori e imprenditori– ha ideato e promosso dal 2022 il DMED – Salone della Dieta Mediterranea, appuntamento annuale che si tiene ogni maggio alle porte del Cilento, territorio culla dello stile di vita mediterraneo. Non un semplice evento, ma un’esperienza immersiva che invita il pubblico a scoprire e vivere la Dieta Mediterranea nella sua essenza più autentica: un modello culturale, alimentare, sociale e ambientale.
Il DMED offre un palinsesto ricco e multidisciplinare: incontri con esperti, momenti divulgativi, degustazioni guidate, laboratori per adulti e bambini, forum tematici, spettacoli e momenti di alta cucina. Uno spazio dove il sapere incontra il fare, e la teoria si traduce in pratica quotidiana.
Il salone è pensato come luogo di confronto e riflessione, dove si parla di ambiente, salute, inclusione, agricoltura sostenibile, turismo lento, biodiversità e innovazione sociale. Un vero ponte tra passato e futuro, tra tradizione e ricerca, tra le comunità mediterranee e i nuovi stili di vita.
L’edizione 2025 ha visto tre giornate dense di contenuti e partecipazione: oltre 100 iniziative tra talk istituzionali, concerti, approfondimenti scientifici, masterclass, cooking e degustazioni che hanno coinvolto più di 15.000 visitatori. Un successo che ha confermato la centralità del DMED nel panorama nazionale degli eventi dedicati alla sostenibilità e alla cultura del buon cibo.
La quarta edizione del DMED ha aperto le sue porte con una visione più ampia e profonda che mai: essere ponte tra le comunità emblematiche della Dieta Mediterranea, luoghi unici riconosciuti dall’UNESCO come custodi di un patrimonio immateriale universale.
Quest’anno, Paestum — nel cuore del Cilento, terra madre della comunità emblematica italiana, Pollica, — è diventata crocevia di storie, culture, sapori e saperi che attraversano il Mediterraneo, da Tavira a Soria, da Chefchaouen ad Agros, passando da Koroni fino alle isole Brac e Hvar. Il DMED 2025 non è stato solo celebrazione: ma incontro, ascolto, confronto e visione, in cui le tradizioni si raccontano e si rinnovano, e il passato si unisce al futuro. Il salone si è fatto così luogo di dialogo tra storie e territori, in cui il Mediterraneo si è raccontato nella sua pluralità di culture, sapori e saperi.
Dopo aver esplorato negli anni scorsi i temi della Prosperità e della Partnership, il tema portante del DMED 2025 è stato dedicato alle “Persone“, una delle 5P dell’Agenda 2030 dell’ONU (insieme a Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership). Un focus che riporta al centro dell’attenzione coloro che ogni giorno custodiscono e tramandano i valori della Dieta Mediterranea: agricoltori, cuochi, artigiani, medici, educatori, comunità locali.
Le “Persone” sono infatti il vero motore di questo stile di vita: coltivano, trasformano, narrano, tramandano, innovano. Perché sono le persone, con le loro mani, le loro scelte, i loro gesti quotidiani, a custodire lo stile di vita mediterraneo. Sono loro a tramandare le ricette, a lavorare la terra, a difendere la biodiversità, a costruire relazioni. Sono loro la vera forza che tiene viva la Dieta Mediterranea.
Ed è a loro che il DMED ha dedicato l’edizione 2025, riconoscendole come ambasciatori di un modello di sviluppo sostenibile, capace di generare benessere fisico, relazionale, culturale ed economico.
Il DMED non è solo un evento, ma una dichiarazione d’intenti. È un invito a costruire un Mediterraneo unito, che si riconosce nella diversità dei suoi popoli e nella ricchezza delle sue terre. Dove ogni piatto racconta una storia, ogni comunità un valore, ogni incontro un passo avanti verso un futuro più sano, giusto e consapevole.
Il DMED 2025 non è stato solo una celebrazione, ma un atto collettivo di impegno: un invito concreto a riconoscere la Dieta Mediterranea come patrimonio vivo e utile, da difendere, attualizzare e condividere.
L’ edizione 2026, che si terrà dal 29 al 31 maggio, sarà dedicata ad un tema universale e urgente: la Pace. In un mondo che cerca equilibrio, il DMED 2026 sarà uno spazio per costruire ponti: tra persone, culture, territori e generazioni. Un’occasione per ritrovare, attraverso la Dieta Mediterranea, un senso profondo di armonia tra uomo, natura e società.

















