Vendemmia 2024: quantità ridotta ma qualità in crescita

Da sinistra: Paolo Castelletti (Uiv), Lamberto Frescobaldi (Uiv), Francesco Lollobrigida (Masaf), Riccardo Cotarella (Assoenologi), Livio Proietti (ISMEA)

Vendemmia 2024: un bilancio tra quantità contenuta e qualità elevata

La raccolta delle uve in Italia per il 2024 si stima intorno ai 41 milioni di ettolitri, segnando una ripresa rispetto al 2023, ma ancora lontana dai livelli medi degli ultimi cinque anni. Secondo le stime ufficiali diffuse oggi a Ortigia (SR) durante l’Expo Divinazione e in occasione del G7 Agricoltura, il ritorno alla produzione “normale” non è completo: nonostante un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, il raccolto rimane inferiore del 12,8% rispetto alla media quinquennale e non raggiunge l’obiettivo ottimale di 43-45 milioni di ettolitri fissato dalle aziende vitivinicole. Il principale freno alla produzione continua a essere l’impatto dei fenomeni climatici estremi, con piogge intense al Centro-Nord e siccità prolungata al Sud. Nonostante ciò, la qualità del vino appare generalmente buona, con punte di eccellenza in diversi areali, offrendo le basi per un millesimo di rilievo.

Nord, Centro e Sud: performance differenziate

L’indagine sulle vendemmie, realizzata da Assoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e ISMEA, con il supporto delle regioni e del Masaf, evidenzia un andamento diversificato per macroaree. Al Nord la produzione resta sostanzialmente stabile (+0,6%), mentre il Centro mostra un rimbalzo significativo (+29,1%) dopo la scarsa raccolta del 2023. Il Sud registra un aumento più moderato (+15,5%), insufficiente a riportare la produzione su livelli medi. In termini di confronto quinquennale, Nord e Centro restano leggermente sotto le medie (-5,3% e -5,4%), mentre Sud e Isole segnano un calo marcato (-25,7%). A livello internazionale, la contrazione della Francia (-18% rispetto al 2023) consente all’Italia di mantenere il primato mondiale nella produzione di vino.

Effetti del clima sulla raccolta

Il clima ha determinato tempi di vendemmia molto variabili. Al Sud, lo stress idrico e le alte temperature da maggio hanno anticipato la raccolta, mentre al Centro e Nord le varietà precoci sono state raccolte prima del previsto. Le uve tardive del Nord seguono ancora le medie stagionali. La siccità ha limitato i volumi, ma le temperature hanno permesso una maturazione fenolica completa, elemento chiave per la qualità finale del vino.

Opinioni degli esperti

Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, sottolinea la complessità della vendemmia 2024: “La gestione delle vigne è stata messa alla prova da condizioni meteorologiche estreme. Le varietà precoci hanno sofferto rese più basse, mentre le tardive hanno avuto maturazioni alterate. Il ruolo degli enologi è stato cruciale per ottimizzare risorse e qualità, sia in campo sia in cantina.”

Livio Proietti, presidente ISMEA, evidenzia l’importanza di innovazione e formazione: “Contrastare i cambiamenti climatici richiede tecnologie avanzate e percorsi formativi per giovani e donne nel settore. È fondamentale valorizzare il vino e promuovere la cultura enologica, adattandosi ai nuovi modelli di consumo.”

Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv, richiama l’attenzione sulla gestione flessibile del vigneto: “Gli espianti non sono la soluzione: comportano rischi sociali ed economici. Il settore deve concentrarsi sull’innovazione e sulla promozione, sostenendo le aziende sane piuttosto che incentivare chi abbandona il business.”

Gaya Ducceschi, responsabile Wine & Society del CEEV, evidenzia il calo dei consumi in Europa e annuncia la campagna VITÆVINO, volta a rafforzare il ruolo culturale e sociale del vino e a promuoverne il consumo responsabile.

Geografia della produzione 2024

Al Nord-Ovest si registra una crescita in Piemonte (+10%), compensata da cali in Lombardia (-30%), Valle d’Aosta (-20%) e Liguria (-3%). Al Nord-Est Emilia-Romagna cresce moderatamente (+7%), mentre Trentino-Alto Adige cala (-12,4%) e Veneto e Friuli-Venezia Giulia restano stabili. Al Centro, Toscana, Umbria e Lazio registrano +30%, Marche +25%. Al Sud, le punte più alte sono in Molise (+100%) e Abruzzo (+85%), seguite da Basilicata e Campania (+30%), Puglia (+18%) e Calabria (+10%), mentre Sicilia (-16%) e Sardegna (-20%) soffrono la siccità.

In termini di volume, il Veneto rimane la prima regione con 11 milioni di ettolitri (27%), seguita da Emilia-Romagna e Puglia (~17% ciascuna), poi Piemonte e Sicilia, con Toscana al sesto posto.

Scenario europeo

La produzione nell’UE resta sotto la media: Francia (-18%, 39,28 milioni di ettolitri), Germania (-2%, 8,40 milioni), Portogallo (-8%, 6,90 milioni). La Spagna, con 39,75 milioni di ettolitri, cresce del 20% e sorpassa la Francia. Nonostante fitopatie e clima difficile, la qualità generale rimane buona grazie al lavoro dei viticoltori.

Clima e fitopatologie

La primavera ha portato piogge abbondanti al Centro-Nord, utili per l’acqua ma sfidanti per la Peronospora. Al Sud, temporali sporadici non hanno compensato mesi di siccità, costringendo a un anticipo della raccolta e rendendo la stagione molto lunga. Le prossime settimane saranno decisive per la maturazione delle uve tardive e le rese finali.

Mercato e commercio

Il settore affronta cambiamenti nei consumi e difficoltà economiche, ma l’Italia mostra resilienza rispetto ai competitor. L’indice Ismea registra per la campagna 2023/24 un aumento dei prezzi alla produzione dell’11%, con grandi differenze tra categorie: i vini da tavola +42%, IGT +4%, Dop in calo soprattutto per i bianchi. Le scorte a fine luglio sono -14% rispetto all’anno precedente, con una produzione ridotta del 23%. I consumi interni sono in lieve calo, mentre l’export mostra segnali contrastanti: spumanti +11% in volume, bag-in-box e sfusi in diminuzione. Tra i mercati esteri, leggero recupero per USA e Regno Unito, frenata per Canada, Francia e Svizzera.

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