La bilancia commerciale dell’agroalimentare italiano nel 2021

Dopo il rallentamento delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari osservato nel 2020 e causato soprattutto dal netto calo degli affari della ristorazione nel mondo conseguente alla diffusione della pandemia da Covid-19, nel 2021 le spedizioni all’estero hanno registrato un balzo superiore all’11%, oltrepassando la soglia dei 50 miliardi di euro. Anche l’import di prodotti agroalimentari ha registrato un netto incremento attestandosi a 48,5 miliardi di euro (+11,8% sul 2020). In tal modo la bilancia commerciale ha registrato un surplus di circa 3,5 miliardi di euro.

Il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani è la Ue che, con 29,3 miliardi di euro nel 2021, assorbe circa il 56% delle esportazioni nazionali. Germania e Francia si configurano come i partner di maggior rilievo ma, nel 2021, i tassi di crescita più consistenti si sono osservati per Polonia, Grecia e Spagna.

I dati generali delle esportazioni evidenziano una generalizzata performance positiva per tutti i comparti produttivi. I “cereali, riso e derivati”, hanno segnato una crescita annua del 7,1% attestandosi a 7,8 miliardi di euro nel 2021, i “Vini e mosti” raggiungono 7,1 miliardi di euro nel 2021 grazie ai buoni risultati osservati sia per i vini fermi in bottiglia (+10,3% per 4,9 miliardi di euro) sia per i vini spumanti (+23,7% per 1,8 miliardi di euro). Decisamente positivo è anche l’export di “Frutta fresca e trasformata” che, con un tasso di crescita nel 2021 del 5,5%, esprime un fatturato all’export di poco inferiore a 5 miliardi di euro.

Gli scambi commerciali di prodotti agroalimentari con la Russia si concretizzano in un surplus di 412 milioni di euro nel 2021, grazie alle esportazioni di prodotti ad alto valore aggiunto e quasi sempre fortemente legati al made in Italy, come Il vino, la pasta alimentare, il caffè, la cioccolata. Al contrario, la bilancia commerciale con l’Ucraina registra un disavanzo di 276 milioni determinato dalle importazioni di prodotti agricoli, prevalentemente olio di girasole e mais.

Nel 2021 si è registrato un miglioramento generalizzato degli scambi commerciali nazionali, sia riguardo il totale di beni e servizi che i prodotti agroalimentari. In particolare, le esportazioni complessive hanno evidenziato una crescita superiore al 18% rispetto al precedente anno, dopo il calo del 9,1% del 2020; i flussi in uscita di prodotti agroalimentari sono aumentati raggiungendo 52 miliardi di euro. Anche l’import di prodotti agroalimentari ha registrato un netto incremento attestandosi a 48,5 miliardi di euro (+11,8% sul 2020); questo risultato è da attribuire in larga misura all’aumento del 12,1% delle importazioni di prodotti dell’industria alimentare, ma anche a quello registrato per i prodotti agricoli (+11,3%) sulla scia degli incrementi dei prezzi internazionali delle commodity agricole.

La bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari, strutturalmente in deficit con un disavanzo medio di 5,5 miliardi di euro nel decennio 2010-19, a partire dal 2015, ha mostrato un progressivo miglioramento del saldo in ragione della maggior crescita delle esportazioni rispetto ai flussi in entrata. Nel 2020 e nel 2021, il saldo commerciale si è portato in terreno positivo concretizzatosi in un surplus di circa 3,5 miliardi di euro. Tale risultato è da imputare esclusivamente all’industria alimentare che rappresenta l’85% delle esportazioni e il 65% circa delle importazioni di prodotti agroalimentari. Al contrario, il settore agricolo ha mantenuto anche nel 2021 un deficit di circa 8,5 miliardi di euro, peggiorando di circa 1 miliardo di euro il risultato dell’anno precedente.

Il confronto tra l’andamento delle esportazioni totali e di quelle agroalimentari italiane nell’ultimo decennio evidenzia una progressione del peso dei prodotti agroalimentari sulle esportazioni totali di beni e servizi. Infatti, negli ultimi anni la crescita dell’export agroalimentare è sempre stata più marcata rispetto all’export totale, determinando la crescita del peso dell’agroalimentare che è passato dall’8,2% nel 2012 al 10,1% nel 2021, un livello di poco inferiore al 2020 – il più elevato del periodo considerato – in ragione del maggior tasso di crescita annuale delle esportazioni totali rispetto a quelle agroalimentari.
Il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani è la Ue che, con 29,3 miliardi di euro nel 2021 (+12% sul 2020), assorbe circa il 56% delle esportazioni nazionali.

Nel dettaglio, nel 2021 le esportazioni verso la maggior parte dei paesi UE hanno registrato tassi di crescita positivi, con particolare riferimento a Germania e Francia che si configurano come i principali mercati di destinazione assorbendo insieme il 27% dell’export nazionale. È da segnalare anche il forte incremento delle esportazioni verso Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio.

Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani verso la Germania, primo paese di destinazione in assoluto, hanno raggiunto nel 2021 un valore pari a circa 8,5 miliardi di euro, in aumento dell’8,2% su base annua. I prodotti che hanno mostrato maggiori incrementi sono le nocciole sgusciate (+62,5% per 153 milioni di euro di export), la cioccolata (+31,6% per 135 milioni di euro), i prodotti della panetteria, pasticceria e biscotteria (+14,1% per 315 milioni di euro) e il caffè (+10,6% per 266 milioni di euro).

Le esportazioni nazionali verso la Francia sono aumentate, nel 2021, dell’8,4% rispetto all’anno precedente, superando 5,6 miliardi di euro. La ripartizione merceologica delle esportazioni vede le dinamiche più favorevoli per i prodotti della panetteria, pasticceria e biscotteria (+17,3% per 301 milioni di euro), i formaggi freschi (+15,9%, per 338 milioni di euro), i formaggi stagionati (+10,6% per 181 milioni di euro) e i formaggi grattugiati (+15,0% per 142 milioni di euro).


L’export nazionale verso la Polonia è aumentato nel 2021 del 28% annuo arrivando a sfiorare 1,3 miliardi di euro nel 2021; l’analisi merceologica di questo risultato evidenzia che la produzione che ha mostrato le dinamiche più significative è quella dei tabacchi lavorati per i quali l’export italiano è passato da 41 milioni di euro nel 2020 a quasi 96 milioni di euro nel 2021. In netta crescita anche le richieste di caffè italiano (+30,2% per 93 milioni di euro), di prodotti della panetteria, pasticceria e biscotteria (+36,3% per 42 milioni di euro), di cioccolata (+23,9% per 53 milioni di euro) e di nocciole (+66,4% per 38 milioni di euro).

Le esportazioni dirette verso i paesi extra-UE nel 2021 sono cresciute dell’11,5% su base annua attestandosi a circa 23 miliardi di euro; gli incrementi più consistenti si sono osservati per Cina (+26,8% per poco più di 643 milioni di euro) e USA (+14,8% per 5,6 miliardi di euro). L’incremento delle esportazioni nazionali in Cina è da ricondurre essenzialmente alle carni suine congelate1 (parti anteriori e pancette) per le quali le richieste del prodotto italiano hanno raggiunto lo scorso anno 60 milioni di euro contro poco più di 42 milioni di euro nel 2020; in crescita anche l’export di frattaglie suine congelate (+27% per 24 milioni di euro).

a cura della redazione © Riproduzione riservata

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