Omicron frena il capodanno: l’analisi di Cia-Agricoltori Italiani sui consumi delle famiglie italiane

L’ondata Omicron e la paura del contagio frena le prenotazioni per i cenoni nei ristoranti e agriturismi italiani. Solo il 15% dei cittadini ha deciso di festeggiare la notte di San Silvestro in ristoranti, locali o agriturismi mentre il 66% preferirà passare il Capodanno in casa con pochi amici o parenti, nonostante l’assenza di restrizioni. La spesa alimentare stimata per il cenone è quasi 2 miliardi di euro complessivi, secondo lo studio di Cia-Agricoltori Italiani.

L’aumento boom di contagi e quarantene, le feste in piazza saltate e la pioggia di disdette per viaggi e veglioni, spengono il Capodanno alle porte. Secondo Cia-Agricoltori Italiani, nonostante l’assenza di divieti su spostamenti e numero di invitati la spesa complessiva è in linea con l’anno scorso, tra cenone del 31 dicembre e pranzo del primo gennaio.

A vincere, in ogni caso, sarà la cucina classica del territorio con tutti i piatti simbolo: quindi cotechino e zampone (con una preferenza più marcata per il primo e un consumo totale di 4 milioni di chili) ma soprattutto lenticchie, tradizionali e convenienti, che toccano proprio l’ultimo dell’anno il picco massimo di consumo con circa 5 milioni di chili. Il tutto accompagnato dalle immancabili bollicine, rigorosamente italiane nel 90% dei casi, con 86 milioni di bottiglie stappate da Natale fino al nuovo anno. D’altra parte -ricorda Cia- le feste valgono di solito il 35% delle vendite annuali di sparkling in Italia e anche in questo 2021, nonostante tutto, il settore regge. Nella “top 10” dei prodotti tipici della notte che saluta l’anno, ci saranno anche pasta fresca, panettone e pandoro, salsicce, pesce azzurro e capitone, frutta secca.

Soffrono invece i 24.000 agriturismi italiani, ormai parte integrante della filiera turistica nazionale. La ricettività del mondo agricolo -ribadisce Cia con la sua associazione di riferimento Turismo Verde- conta già oltre il 40% delle disdette tra Natale e l’Epifania. Una perdita, in media, di circa 25 mila euro per ogni struttura in soli 10 giorni, tra mancati pasti e pernotti.

a cura della redazione © Riproduzione riservata

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