Corradino Marconi, Presidente del Consorzio Italiano di Tutela della Mortadella di Bologna, ci racconta in una intervista i segreti del successo della “Regina del Salumi”

in foto il presidente del Consorzio italiano Tutela Mortadella Bologna, Corradino Marconi

Il Consorzio Italiano Tutela della Mortadella di Bologna nasce nel 2001 e ha l’obiettivo di promuovere, tutelare e valorizzare la Regina dei salumi, citata in un documento ufficiale del 1661 dal Cardinale Farnese che, con un bando, ne codificava per la prima volta la produzione. In un’intervista alla nostra testata giornalistica, il Presidente Corradino Marconi, ci ha raccontato la storia e l’importanza del Consorzio per la promozione del prestigio della Mortadella.

-Quali attività sta portando avanti il Consorzio e quali sono i progetti futuri?

Le principali attività che hanno caratterizzato il 2021 sono state il cambio di Denominazione e il lancio del nuovo logo consortile. Il cambio da “Consorzio Mortadella Bologna” a “Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna” si è reso necessario per valorizzare meglio l’azione del Consorzio, dove i termini “italiano” e “tutela” esprimono elementi valoriali essenziali e sempre più apprezzati e richiesti dal consumatore finale. Dopo vent’anni abbiamo sentito anche l’esigenza di realizzare un nuovo logo che utilizza elementi grafici che sintetizzano le tre principali caratteristiche di questo salume simbolo del Made in Italy, ovvero Qualità, Storia e Simpatia. L’obiettivo è quello di aumentare la riconoscibilità del prodotto a scaffale e comunicare i principali miglioramenti adottati dal Consorzio, in questi ultimi anni, per aumentare la qualità: nuovo piano di controllo, introduzione delle analisi sensoriali, modifiche al Disciplinare di produzione. Il lancio del nuovo logo è stato affidato ad una nuova campagna di comunicazione cross-mediale indirizzata al consumatore finale e in parte anche al trade, il cui concept esprime il valore aggiunto della Mortadella Bologna: il suo consumo è sempre collegato alla convivialità, al gusto e al piacere di godersi la vita, grazie anche all’heritage della sua storia fatta di tradizione e legami col territorio, espressione di una qualità unica ed inimitabile, garantita dal Consorzio. La campagna, articolata in 3 soggetti, ha coinvolto stampa, Tv, web e social media.

-Fare parte di un Consorzio è importante per le aziende che vi aderiscono: quali sono in particolare le prerogative che si ottengono appartenendo a questo organismo?

Le 27 aziende che aderiscono al Consorzio condividono la mission di tutela e valorizzazione della Mortadella Bologna IGP, anche mediante attività di contrasto alle imitazioni e alle contraffazioni. Il Consorzio, infatti, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, promuove la Mortadella Bologna IGP in Italia e nel mondo. Tra le diverse prerogative c’è quella, per le aziende appartenenti al Consorzio, di partecipare attivamente alla salvaguardia e allo sviluppo, nazionale e internazionale, di uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano.

-Le vendite di mortadella nel mondo sono in crescita. C’è qualche strategia particolare che il Consorzio ha messo in atto per migliorare l’export?

La strategia che risulta vincente resta quella di promuovere la Mortadella Bologna IGP all’estero con campagne di comunicazione verso i consumatori finali ed azioni mirate che coinvolgano buyer e operatori del settore Trade e Ho.Re.Ca. per far conoscere ed apprezzare un prodotto che non ha eguali nel mondo e che vanta, purtroppo, molti tentavi di imitazione e contraffazione. Per il prossimo anno, ad esempio, continueremo col progetto “Enjoy the authentic Joy” in Belgio insieme ai Consorzi del salame cacciatore e dello zampone e cotechino Modena IGP. E, se non ci sono cambiamenti di scenario epidemiologico, torneremo a fare promozione in Giappone e Hong Kong e inizieremo una nuova campagna di promozione in Francia che è il secondo mercato in Europa, dopo la Germania, dove esportiamo di più.

-Altri Consorzi italiani sono in piena diatriba con l’UE riguardo alle etichettature estere che presentano una omonimia rispetto ai prodotti di punta del made in Italy. C’è il rischio che anche la mortadella venga messa in discussione da altri prodotti esteri dal nome simile? Se sì, quali? E come intende affrontare la questione?

Riscontriamo problemi di omonimia totale o parziale in diverse regioni del mondo. Segnalo, in particolare gli USA, dove dobbiamo affrontare l’esistenza di un salume di scarsa qualità dal nome “Balooney” che ricorda la nostra Bologna ma il cui percepito è molto basso, generando confusione e difficoltà di penetrazione col nome completo di Mortadella Bologna. Inoltre, riscontriamo che sono cresciuti sensibilmente i tentativi di registrazione del termine “Bologna” nella stessa categoria merceologica della Mortadella Bologna IGP in diversi Paesi con evidenti volontà di legalizzare i comportamenti legati al fenomeno dell’Italian sounding nei Paesi più deboli dal punto di vista della tutela dei marchi. In prospettiva, questo comporta un aumento dei livelli di controllo e vigilanza sui mercati esteri da parte del Consorzio.

-La mortadella di Bologna è simbolo universale del fast food italiano. Oltre alle caratteristiche necessarie per essere riconosciuta Igp, quali sono i pregi che rendono questo prodotto tra i più riconosciuti e apprezzati al mondo?

Il consumo in purezza della Mortadella Bologna abbinata al panino, in particolare la rosetta o michetta o alla focaccia o pizza bianca, rientra sempre in una ritualità collettiva, conviviale e rilassata, ideale per gustare la Regina rosa dei salumi: il suo profumo tipico e leggermente speziato, il suo sapore pieno, avvolgente e caratteristico, che la rende unica e inimitabile. Inoltre, la Mortadella Bologna è assai apprezzata a cubetti e come ingrediente per i finger food all’ora dell’aperitivo, per non parlare poi dell’ampio uso che se ne può fare in cucina dove è l’ingrediente principe del ripieno dei tortellini, delle polpette e di mille altre ricette pubblicate sul sito web e sui canali Facebook e Instagram del Consorzio.

– Il Bando di regolazione della produzione della Mortadella ha appena festeggiato 360 anni. Qual è, secondo lei, il segreto per far funzionare e coordinare un Consorzio che rappresenta un prodotto tanto importante ed affermato?

I 360 anni fanno riferimento alla data del 24 ottobre del 1661, quando a Bologna il Cardinal Farnese emise il Bando che regolamentava la produzione della Mortadella, un’eccellenza agroalimentare che all’epoca costava 4 volte più del prosciutto crudo. L’editto stabiliva l’utilizzo esclusivo di sola carne suina, con le fasi di lavorazione da effettuarsi all’interno delle cinta murarie di Bologna e con l’apposizione del sigillo della Corporazione dei Salaroli. Questo importante documento è da considerarsi un vero e proprio antesignano del moderno Disciplinare di produzione, che riprende l’antica ricetta adattandola alle esigenze della moderna nutrizione e ai requisiti legati alla sicurezza del prodotto finale. Per rispondere alla sua domanda, il segreto per far funzionare il Consorzio è, in definitiva, la passione: quella che accomuna tutte le aziende produttrici che lavorano quotidianamente nel rispetto del Disciplinare e sotto il controllo di un Ente certificatore indipendente e che hanno la voglia di comunicare l’alto valore aggiunto della Mortadella Bologna IGP e quella di far arrivare sulle tavole di tutto il mondo unprodotto di alta qualità, frutto del saper fare italiano.

a cura di Fabiola Marono © Riproduzione riservata

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