Le nuove stelle della Guida Michelin

Presentata questa settimana la Guida Michelin Italia, giunta alla sua 66a edizione.

Quest’anno l’attività degli Ispettori si è svolta in un contesto che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo. Parte del lavoro è stato effettuato prima del lockdown: periodo durante il quale il team non ha interrotto la sua attività, ma si è dedicato alle segnalazioni ricevute dai lettori, al monitoraggio del web, all’animazione editoriale del sito.

Gli ispettori, come i ristoratori, ce l’hanno messa tutta per svolgere il loro lavoro al meglio in un contesto estremamente difficile e con la consapevolezza che non si tratta di un anno normale. E’ noto che tra i 5 criteri che vengono valutati per attribuire le stelle, ovvero qualità delle materie prime, personalità dello chef, padronanza delle tecniche di cottura rapporto qualità/prezzo, figura anche la costanza delle prestazioni nel tempo ciò significa che non sarà un solo anno o una singola prova tavola a determinare cambiamenti sostanziali.

Tra le 29 le novità stellate che hanno delineato un nuovo firmamento in tredici regioni della penisola, figurano 3 new entry due stelle e 26 novità 1 stella per un totale di 371 ristoranti stellatiConfermati tutti i 3 stelle, che sono:

Duomo, Alba Piazza
Da Vittorio, Brusaporto
Reale, Castel di Sangro
Enoteca Pinchiorri, Firenze
Enrico Bartolini al Mudec, Milano
Osteria Francescana, Modena
La Pergola, Roma
Le Calandre, Rubano –
Dal Pescatore, Runate
St. Hubertus, San Cassiano –
Uliassi, Senigallia  

3 le novità, che portano i ristoranti che “meritano una deviazione”, e quindi le due Stelle Michelin, a 37.

D’O  – Cornaredo (MI) – Chef Davide Oldani
Harry’s Piccolo –  Trieste – Chef Matteo Metullio
Santa Elisabetta – Firenze – Chef Rocco De Santis

26 le novità una Stella:

Don Alfonso 1890 San Barbato  – Donato De Leonardis  –  Lavello (PZ)
Relais Blu  – Alberto Annarumma  – Massa Lubrense / Termini (NA)
Re Santi e Leoni  –  Luigi Salomone  –  Nola (NA)
Lorelei Ciro Sicignano  – Sorrento (NA)
Osteria del Povero Diavolo – Giuseppe Gasperoni  –  Torriana (RN)
Zia – Antonio Ziantoni  –  Roma
Essenza – Simone Nardoni –  Terracina (TN)
Nove – Giorgio Servetto –  Alassio (SV)
Impronta D’Acqua – Ivan Maniago – Lavagna / Cavi (GE)
Kitchen – Andrea Casali – Como
AALTO – Takeshi Iwai – Milano
Borgo SantAnna – Pasquale Laera – Monforte d’Alba (CN)
Piano 35 – Christian Balzo – Torino
Casa Sgarra – Felice Sgarra  – Trani (BT)
Poggio Rosso – Juan Camilo Quintero – Castelnuovo Berardenga (SI)
Gabbiano 3.0 – Alessandro Rossi – Marina di Grosseto (GR)
Franco Mare – Alessandro Ferrarini – Marina di Pietrasanta (LU)
Sala dei Grappoli – Domenico Francone – Montalcino / Poggio alle Mura (SI)
Linfa – Vincenzo Martella – San Gimignano (SI)
Peter Brunel Restaurant Gourmet – Peter Brunel – Arco (TN)
Prezioso – Hegon Heiss – Merano / Freiberg (BZ)
Senso Alfio Ghezzi Mart – Alfio Ghezzi – Rovereto (TN)
Vecchio Ristoro – Filippo Oggioni – Aosta
SanBrite – Riccardo Gaspari  – Cortina d’Ampezzo (BL)
La Cru – Giacomo Sacchetto – Romagnano (VR)
Amistà – Mattia Bianchi – San Pietro in Cariano (VR)

STELLA VERDE
Una importante novità è stata introdotta in questa edizione, perché la Guida Michelin vuole essere anche veicolo di divulgazione delle buone pratiche a protezione del Pianeta.

Oltre a proporre – come ogni anno – le ambite distinzioni (le mitiche stelle!) o gli indirizzi dove consumare un menu con un rapporto qualità/prezzo interessante (i Bib Gourmand!), l’edizione 2021 riserva ai suoi lettori un’importante novità: la Stella Verde, ovvero il pittogramma sostenibilità. È volontà della Guida – infatti – mettere in luce quelle strutture che si muovono a favore di una gastronomia più sostenibile sottolineando le loro iniziative e facilitandone l’identificazione grazie alla creazione del nuovo simbolo. Ecco i premiati:


Caffè La Crepa, Isola Dovarese
Casa Format, Orbassano
Dattilo, Strongoli
D’O, Cornaredo
Don Alfonso 1890, Sant’ Agata sui Due Golfi
Gardenia, Caluso
Joia, Milano
Lanterna Verde, Villa di Chiavenna
Lazzaro 1915, Pontelongo
I’ Ciocio-Osteria di Suvereto, Suvereto
Osteria Francescana, Modena
St. Hubertus, San Cassiano
Virtuoso Gourmet-Tenuta le Tre Virtù, San Piero a Sieve

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